Storia di un fotografo “alternativo”

Alcuni mesi fa, noi alunni delle classi terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Foligno 3 “G.Galilei”, abbiamo incontrato un fotografo italiano originario di Foligno, Daniele Mattioli, che viaggia per il mondo per professione e soprattutto per passione. La nostra classe ha avuto l’occasione di ascoltare i suoi racconti di viaggio corredati di numerose foto dei luoghi che ha visitato e in cui ha vissuto. Lui, fotografo di professione, ha scelto di trasferirsi in Cina, a Shangai, dove vive da quindici anni per il profondo amore verso questo Paese e non l’ha ancora lasciata. Quello del fotografo è un tipo di lavoro che secondo noi non tramonterà mai e ci sembra uno dei mestieri destinati ad avere un futuro duraturo nel tempo. Il motore che sta alla base di questo suo interesse, come lui stesso ci ha detto, è la passione, la curiosità per le culture diverse e la conoscenza del nuovo. Ci ha raccontato lo stile di vita della popolazione locale, come è strutturata la città, metropoli moderna e sicura, dove il costo dell’esistenza è molto caro. Una delle tendenze diffuse fra i ragazzi è quella di travestirsi da “Anime Giapponesi”, cosa che abbiamo potuto osservare in una delle diverse foto del nostro interlocutore. Tra le varie fotografie che ci ha mostrato, ci ha colpito molto anche l’immagine in cui erano ritratti alcuni robot seduti in un bar a sorseggiare del caffè e ci siamo stupiti riflettendo sulle differenze con le nostre città italiane dove una simile cosa potrebbe accadere solo a carnevale. Inoltre, molto importante per la popolazione cinese è la pratica del “Tai Chi”, una disciplina che aiuta le persone a concentrarsi sul lavoro e a tenersi in forma. Essa viene praticata anche per strada, in genere nelle prime ore del mattino. Il nostro incontro si è concluso dopo un’ora con alcune domande che abbiamo formulato per chiarire le nostre curiosità riguardo ad alcuni aspetti tra i quali la difficoltà di imparare la lingua cinese. L’intervista è terminata ringraziando il nostro interlocutore per averci raccontato le sue esperienze e per averci trasmesso l’importanza del “viaggio”. Questo incontro è stato un salto nella novità e sicuramente ci ha suscitato un grande interesse non solo per la Cina ma soprattutto per i viaggi, per la conoscenza di luoghi e per culture diverse dalle nostre stimolandoci a rivolgerci verso nuovi orizzonti e ad un apprendimento continuo. Concludendo, quello che abbiamo capito è che qualsiasi lavoro si scelga di fare, bisogna soprattutto amarlo dal profondo del proprio cuore.

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