Stop alla violenza sulle donne

La violenza sulle donne è una forma di sopraffazione nei confronti di chi appartiene al genere femminile. Essa indica un’ostilità nei confronti di persone che più facilmente possono essere vittime di aggressioni. Qualsiasi forma di prepotenza, fisica o psicologica, o entrambe, nei confronti delle donne, può essere definita violenza di genere. E’ molto importante ricordare che questo problema è causato da chi usa violenza contro le donne: gli uomini. Non è quindi, in origine, un problema delle donne. La violenza si presenta in diversi modi: gelosia possessiva, stalking, violenza psicologica, violenza economica e stupro, o come mancato riconoscimento della parità salariale. In tutti i casi le donne, anche se in forme diverse, si trovano a essere vittime. Uno degli aspetti che più impressionano è la frequenza dei casi di violenza su donne e ragazze negli ultimi anni; sempre più spesso, infatti, i mezzi di informazione riportano notizie di donne uccise o vittime di violenze. I responsabili, mariti, compagni o fidanzati, hanno quasi sempre in comune le caratteristiche delle persone gelose, aggressive e possessive, incapaci di relazionarsi con le proprie compagne; dimostrano spesso la loro gelosia patologica contro donne che, in varie occasioni, non riescono a liberarsi da queste persone violente. Si tratta di un problema generato dalla nostra società, in cui la parità di genere in molti casi non è ancora rispettata perché non sempre c’è la consapevolezza di quanto siano importanti, in ogni situazione, il rispetto e l’uguaglianza. Una buona notizia è che il problema inizia ora ad essere preso sul serio. Negli Stati Uniti i calciatori della nazionale si sono schierati a difesa delle loro colleghe nella battaglia per la parità di diritti e salariale. I giocatori hanno attaccato pubblicamente la federcalcio a stelle e strisce accusandola di continuare a praticare una politica discriminatoria nei confronti delle donne relativamente a salari e condizioni di lavoro. I calciatori hanno accusato la federazione di essersi opposta a qualsiasi idea di pari retribuzione o di equità economica per le calciatrici della US Women National Team. Hanno definito questo fatto una discriminazione sistematica di genere. Ventotto giocatrici della Nazionale Usa, campione del mondo nel 2019, hanno presentato un’azione legale contro tale politica di discriminazione. Il capitano della squadra americana, Megan Rapinoe, che da anni combatte affinché alle giocatrici venga riservato lo stesso trattamento degli uomini, ha dichiarato che il calcio femminile ha bisogno di più soldi e di maggiore equità. Questo episodio ci fa capire quanta strada ci sia ancora da fare per superare le situazioni di disparità ma anche che ora c’è maggiore consapevolezza del problema.

Classe 2A

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