Ridere fa bene, ci aiuta a vivere

Questo articolo nasce dalla lettura in classe del libro ’Marcovaldo’ e dall’osservazione di crescente bisogno di ridere con intelligenza, riconoscendo in questo una meravigliosa e, talvolta, salvifica, arte di vivere e di apprendere anche in leggerezza. Ma cerchiamo di capire che cos’è che ci fa ridere. L’umorismo è la capacità sottile di rilevare l’aspetto comico della realtà o i suoi aspetti più incongrui e curiosi (Wikipedia). «Ciò che è fuori tempo e fuori luogo senza pericolo», per dirla con Aristotele. La parola in sé deriva dal latino Humos, ossia umidità, liquido confermando il legame che la medicina ippocratica rilevava fra fluidi corporali e l’indole dell’uomo. Benché l’umorismo sia una componente da sempre presente nella letteratura e nelle società umane, uno studio sistematico sulle sue caratteristiche storiche, strutturali e psicologiche ha preso avvio solo all’inizio del XX secolo. In epoca antica è legato a doppio filo con il magico mondo del teatro. La commedia è un genere drammatico nato nell’antica Grecia che, in contrapposizione alla tragedia, costituita da eventi luttuosi, aveva come fine quello di suscitare il riso negli spettatori. Uno dei campioni del genere fu Aristofane, vissuto nel V secolo avanti Cristo, che amava prendere di mira uomini politici e filosofi famosi cercando di renderli ridicoli evidenziando i loro difetti fisici e caratteriali. La risata aveva soprattutto una funzione liberatoria. Ridere dei difetti umani riconciliava gli uomini stessi con la loro umanità, aiutandoli ad accettarsi. Più pedagogiche invece erano le opere di Terenzio che cercava di trasmettere gli importanti valori della famiglia e degli affetti ad essa legati, i legami familiari al centro dei suoi studi. Il divertimento e la risata, l’umorismo hanno segnato in maniera forte la storia e l’evoluzione del teatro. Nel Medioevo Cristiano la considerazione del riso e dell’umorismo assunse connotati negativi. Non per niente la mentalità cristiana ideò il Carnevale per limitare e contenere in giorni e periodi prefissati i momenti concessi all’allegria e ai piaceri terreni. La rivalutazione del teatro umoristico è avvenuta poi nel XVIII secolo e non ha più cessato la sua parabola ascendente.

Classe 1F

Tutor: Fulvia Meini, Anna Filippelli

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