L’orologio e l’incantesimo del tempo

A scuola abbiamo letto un libro molto interessante scritto da una ragazza di Colle di Val d’Elsa simpaticissima, che da una parte ci ha portato in un mondo fatato, dall’altro ci ha fatto riflettere su un avvenimento brutto accaduto pochi anni fa ad Amatrice e non solo, anche in molti altri paesini del Lazio: il terremoto. Ve la vogliamo far conoscere insieme al suo bellissimo progetto solidale Pro Amatrice. Il Libro si intitola ‘L’Orologio e l’Incantesimo del Tempo’ e ha anche un Audiolibro con la voce narrante di Flavio Insinna. «Tutto ha inizio la mattina del 24 agosto del 2016- ci ha raccontato a scuola Danil-. Mi alzo e guardando Facebook salta agli occhi la notizia: terremoto ad Amatrice Magnitudo 6.0 della scala Richter. Accendo la tv e guardo i telegiornali. Macerie, morti e poi lui… l’orologio della Torre Civica. Quella foto, quell’immagine delle lancette ferme, immobili alle 3,36, ora del sisma, hanno lasciato un segno indelebile nella mia memoria. Mi hanno tatuato l’anima, che in qualche modo ha subito la violenza dell’evento, facendolo suo. Nei giorni seguenti ancora quell’immagine che rimbalzava irruenta e categorica nella mia mente. Immagine che si ripeteva in tv, su internet, sui quotidiani. Ad un tratto, ho preso la penna ed ho scritto. Ho lasciato il segno, su carta, di quelle che erano le mie emozioni, di quelle che sono state le mie sensazioni provate in quel momento. Come prima opera, è nata la poesia “L’Orologio”, che è presente all’interno del libro. Non poteva essere altrimenti, perché io nasco come poeta. Nella poesia si percepisce il mio stato d’animo: l’inquietudine, l’impotenza, l’impossibilità di fare qualsiasi cosa davanti ad un evento così catastrofico e dirompente. Sono le “lancette”, quelle che ho visto il 24 agosto, che hanno guidato la mia mano nella scrittura. Lancette che tagliano teste come ghigliottine, come se fossero state loro e solo loro le artefici di così tante vittime. Lancette, che in questo caso, rappresentano il destino che non conosce età, che agisce senza pietà e che quando scocca l’ora, agendo inesorabile, non dà pace. Lancette che non si sono saziate solo con la mia poesia, perché hanno voluto e preteso altro e ancora di più: volevano un qualcosa che le ricordasse in eterno per non essere dimenticate. Allora i miei pensieri hanno cominciato a girare, come un tempo giravano le lancette dell’Orologio della Torre e poi l’epilogo: un pomeriggio, ho scritto questa fiaba. In un pomeriggio, le parole hanno iniziato ad uscire dalla tastiera del computer. Non riuscivo a fermarle, non riuscivo ad arrestare la loro corsa. E’ nato così il libro che ha l’obiettivo di far ricordare, per non dimenticare ciò che è successo e, nello stesso tempo, promuovere un messaggio di speranza per il futuro».

Classe 1A

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