L’evoluzione del divertimento

Sonagli, fischietti, animali di terracotta, cavallini, piccoli carretti di legno, bambole snodabili, dadi, yo-yo e pedine. Giochi semplici che però ancora oggi potremmo ritrovare fra le mani dei bambini: per questo fa più effetto vederli nei musei, come reperti storici. Molti giochi fanno parte del passato, alcuni sono stati trasmessi addirittura dagli antichi egizi, come campana, mosca cieca, «un, due, tre, stella», i quattro cantoni e ruba bandiera. Come non ricordare le giornate passate all’aria aperta, le ginocchia sbucciate e le risate? Erano altri tempi. Ora i bambini vivono in un’epoca forse un po’ troppo agevolata dai confort e dalle comodità e anche il momento del gioco è vissuto diversamente. Nel passato i ragazzi si divertivano con giochi molto differenti, rispetto a quelli attuali, come la fionda, costruita dai bambini con un legno a due biforcazioni e materiali di scarto, principalmente utilizzata per la caccia agli uccellini; «lu ciucch» una specie di baseball del passato; arco con frecce, realizzati con stecche di ombrelli, alla cui estremità si legava uno spago. Gli antichi greci, come i Romani, ammiravano i giochi dei loro figli per l’importanza educativa e religiosa, tanto da farli decorare dai più famosi pittori dell’epoca o citarli in opere destinate agli adulti come la commedia Cose da fanciulli di Cratete del V sec. a.C. Al giorno d’oggi la maggior parte di noi è attratta da nuove tecnologie come console, cellulari, computer di cui si scoprono continuamente nuove funzioni. Spesso tutti noi, anche gli adulti, teniamo la testa inclinata e lo sguardo fisso su uno schermo, così da non poter osservare il mondo che ci circonda. Al contrario degli anni passati, quando decidiamo di invitare un amico a casa, le nostre attenzioni sono rivolte perlopiù ad un apparecchio tecnologico che ci accumuna in uno svago, ma ci rende distanti pur stando vicini. Anche nel lavoro o nella vita comune quando si deve parlare con amici e familiari non pensiamo ad incontrarci, ma risolviamo il problema con una telefonata: in questo modo non siamo più in grado di osservare i volti delle persone, le loro espressioni, gli umori, né riusciamo ad esprimerci in modo autentico. Di questo passo rischiamo di ritrovarci in un futuro dove i ragazzi avranno dimenticato i valori del divertimento, non correranno più per i prati inseguendo un pallone. Le tecnologie avanzeranno e con esse diminuirà la voglia di conoscere e migliorare il nostro mondo già in decadenza. Sarebbe interessante un esperimento, spazzare via tutto ciò che è tecnologico: riuscirebbero i ragazzi a ritrovarsi ugualmente?

Classi 3A, 3E

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