Leggere, filo conduttore della passione

Lunedì 10 febbraio i ragazzi della Terza A hanno avuto il piacere di conoscere Luigi Garlando, redattore della Gazzetta dello Sport e autore di molti romanzi per ragazzi – anche se una sua famosa frase è che “non esistono libri per bambini e libri per adulti”. Tra le opere di Garlando, i ragazzi nel triennio della scuola media hanno letto: Mister Napoleone, Per questo mi chiamo Giovanni e O’ Maè. Garlando già due anni fa era generosamente intervenuto alla Staffetti per incontrare i ragazzi di allora; quest’anno non è stato possibile, ma gli studenti si sono collegati in videoconferenza e da lì è nata l’intervista che segue. Buongiorno, qual è il suo sport preferito, dato che ha spesso affiancato degli sport ai suoi racconti come in “O’ Maè” e “Mister Napoleone”? «Buona giornata anche a voi. Sì uso molto gli sport, ma il mio preferito è il calcio, perché ha un valore educativo e trasmette forti emozioni». Ha impiegato il medesimo tempo per scrivere tutti i libri o ce ne sono stati alcuni che hanno richiesto maggior tempo? «Per alcuni ho impiegato qualche giorno, come per la collana delle “Cipolline”. Per altri ho impiegato più tempo perché avevo bisogno della documentazione, come in Per questo mi chiamo Giovanni». Come le vengono le idee per le copertine dei libri? «Della copertina e del titolo si occupa la casa editrice». Mentre scrive un romanzo, che lettore pensa che lo leggerà? «Dipende. Le “Cipolline” per esempio, le ho pensate per un pubblico giovane». Quando ha deciso di intraprendere la carriera di scrittore? «Al Liceo, perché prima la lettura non mi appassionava ed ero interessato solo al calcio». Lei ha scritto svariate volte della mafia nei suoi romanzi, ha mai ricevuto intimidazioni? «No perché ho sempre scritto racconti romanzati». Ha mai incontrato Falcone? «Purtroppo no, mi sarebbe piaciuto. E’ stato un personaggio importante: ha dato l’esempio e ha lasciato il segno nella storia». Quale scuola ha frequentato? «Ho frequentato il Classico perché c’era un mio amico, poi sono andato all’Università Cattolica prendendo Lettere». Ha vinto dei premi? «Molti, tra cui il primo premio alla 2° edizione Strega Ragazzi». A quale libro è più affezionato? «Non ho un libro preferito perché sono come figli, però sono legato un po’ di più al primo che ho scritto e a Per questo mi chiamo Giovanni: sono quelli che mi hanno suscitato più emozioni». L’intervista finisce qui, ma Garlando saluta con queste parole: «Leggete sempre perché è molto utile e prezioso. Leggere è il filo conduttore della passione: apprezzate le piccole cose, rinunciate alle grandi cose e date sempre voi stessi».

Classe 3A

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