Gli “stereotipi” e le scelte di vita

Entrando in una cameretta, probabilmente nessuno avrebbe difficoltà a riconoscere se si tratta di un bambino o di una bambina: l’eventuale presenza di colore azzurro piuttosto del rosa, o la presenza di macchinine piuttosto che di bamboline ci indurrà immediatamente a pensare che quella camera appartenga a un bambino piuttosto che a una bambina. Ciò che ci guida in queste ipotesi sono gli stereotipi, ovvero l’insieme di conoscenze e di informazioni che riguardano le caratteristiche salienti che contraddistinguono un gruppo da un altro. L’etimologia della parola «stereotipo di genere» deriva dal greco stereos «duro, solido» e tùpos «immagine, gruppo», quindi «immagine rigida. Questo concetto astratto è un’espressione usata per la rappresentazione della diversità tra ciò che è maschile e femminile nella vita sociale e quotidiana. La visione «da maschio » o «da femmina» penetra nella nostra mente sin dai primi anni di vita e ci condiziona poiché ci viene proposto un mondo tutto tinto di rosa e azzurro, regno di principesse (belle e passive) e supereroi (armati e violenti). Così ci avviamo tutti, indistintamente, nell’adolescenza carichi di stereotipi di genere, che ci vengono rinforzati in ogni momento e ad ogni livello: familiare, scolastico, mediatico etc, della nostra vita. Sebbene spesso non ne siamo consapevoli, gli stereotipi di genere condizionano i nostri atteggiamenti. Ad esempio possono agire condizionando le nostre scelte professionali, orientando le donne verso l’insegnamento e le risorse umane e gli uomini verso studi come la matematica. Di conseguenza, le nostre personalità crescono imparando a silenziare e nascondere la parte di noi che non si conforma alle aspettative socialmente imposte. Gli stereotipi di genere, così come gli stereotipi in generale, non appartengono alla mente di un unico individuo, ma sono condivisi dall’intera società. Ciò permette alle persone di intendersi reciprocamente e, soprattutto, di prevedere i comportamenti altrui e di dare un’organizzazione rigida e stabilita della società. Ogni società mantiene e trasmette i suoi stereotipi tramite il linguaggio verbale o del corpo, le consuetudini, i contenuti cinematografici e le usanze che adottiamo inconsapevolmente. In pratica il nostro cervello apprende e conserva sia le informazioni apprese in modo esplicito, ad esempio con il linguaggio, sia in modo implicito e indiretto, attraverso ciò che vede nella realtà quotidiana che lo circonda. Sebbene negli ultimi decenni molti ruoli sociali un tempo prettamente maschili o femminili siano divenuti più fluidi, gli squilibri di genere nelle scelte dei percorsi di studio e di carriera sono ancora lontani dall’essere superati.

Classe 2A

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