Tra nord e sud: quante differenze

Nord e sud Italia sempre più lontani, con differenze economiche e sociali notevoli. Ci sono molti aspetti differenti: l’accoglienza, il cibo, le usanze, i modi di fare, ma anche il grado di istruzione e di disoccupazione. Sia il nord che il sud hanno pregi e difetti più o meno evidenti. Ad alimentare questa diversità ci sono i pregiudizi che tendono a dividere sempre più questo Paese. Tale distacco non è recente, ma ha radici profonde che sono da ricercare ancor prima dell’unità d’Italia e che sarebbe complesso riassumere nel piccolo spazio di un articolo di giornale. Vediamo la situazione più nel dettaglio. Secondo quanto indicato nel rapporto Bes (Benessere equo e sostenibile) rilasciato dall’Istat nel 2018 si evidenzia quanto segue: nel 2017 il nord, col 16,7%, ha un minor numero di disoccupati rispetto al sud che invece ne presenta il doppio, con ben il 34,4%. Per quanto riguarda il numero di laureati si segnala una differenza minore in confronto al tasso di disoccupazione, infatti i laureati al nord risultano essere il 30% rispetto al 21,6% al sud. Ma se è vero che questi numeri possono allarmare, dimostrando un trend che va sempre più accentuandosi nel tempo, è altrettanto vero che il sud è tradizionalmente ritenuto più “caloroso” contro un nord più chiuso e sospettoso nei rapporti umani, sia all’interno della convivenza cittadina, sia nei confronti di turisti ed ospiti vari. Lo stesso affetto lo riscontriamo nella conservazione e nell’osservanza delle tradizioni, da sempre un caposaldo nel Mezzogiorno. Infatti in quest’area le festività sono considerate “sacre e intoccabili”; tra i riti più famosi vi sono i grandi pranzi o cene di vigilia, veri e propri eventi in cui la famiglia, nel senso allargato del termine, si riunisce a una tavola e trascorre ore ed ore gustando i piatti tipici della tradizione popolare. Così come altrettanto caratteristico è festeggiare l’onomastico. Ma al di là del folclore, al sud, più precisamente in Sicilia, possiamo trovare una zona industriale che si occupa della produzione di materiale elettronico da impiegare nella tecnologia avanzata; stiamo parlando dell’Etna Valley, così chiamata su calco della californiana Silicon Valley. Essa è un’eccellenza in campo tecnologico e smentisce lo stereotipo oramai invalso secondo il quale la grande industria sarebbe appannaggio solo del nord. Certo l’Italia continua ad essere un paese a due velocità, con realtà ed esigenze diverse a seconda della regione, però stiamo lentamente percorrendo la strada per raggiungere, finalmente e davvero, la tanto agognata unità a livello economico, sociale e lavorativo.

Classe 3A

Tutor: Roberto Petterlin, Vittorio Conti

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