Muri che cadono, altre ne crescono

Dal 1961 Berlino era politicamente e fisicamente divisa, un muro lungo 46 chilometri divideva la parte orientale (RDT) da quella occidentale (RFT) che il regime comunista costruì, quale simbolo della “cortina di ferro” che divideva l’occidente dal mondo filosovietico. Leggere oggi che per decenni i tedeschi sono stati costretti a chiedere il permesso per visitare parenti o amici che stavano dall’altra parte, sotto il controllo di soldati armati, ci ha fatto molta impressione. Vedere i filmati della notte del 9 Novembre ‘89, con le persone che, incredule, scavalcavano il muro, lo martellavano e staccavano pezzi a mani nude in una sorta di euforia collettiva incontenibile, ci ha molto incuriosito. Abbiamo iniziato da qui le nostre ricerche e le nostre riflessioni. Abbiamo compreso che i muri sono sempre stati costruiti, per proteggersi dagli attacchi nemici o da pestilenze. Ma i muri non sono solo protezioni, sono anche divisioni a volte insormontabili che l'uomo innalza per la paura dell&# 39;altro. Oggi ce ne sono oltre settanta in tutto il mondo. Due di questi separano la Turchia da Grecia e Bulgaria; quest’ultimo è alto quattro metri, con dei sensori che segnalano i passi: i militari possono così intervenire entro 15 minuti per ricacciare indietro i migranti. Per lo stesso motivo, il premier ungherese Orban nel 2015 ha eretto un muro lungo 175 chilometri e alto 3,5 metri, sormontato da filo spinato, al confine con la Serbia e la Croazia. In Europa sopravvivono anche barriere religiose, come a Belfast, dove ancora sono in piedi i “peace walls” per dividere la comunità protestante da quella cattolica. Anche tra Paesi dello stesso continente ci sono divisioni: ad esempio tra Kenya e Somalia è stato innalzato un muro per difendere le condizioni economiche di chi sta meglio, ma anche per allontanare gli attentati di Al-Shabaab, una formazione terroristica islamica. Ci ha colpito che ci siano ancora oggi barriere per fermare attacchi armati, come quello nel Sahara occidentale, un muro di protezione lungo 2720 km, eretto dal Marocco contro il Fronte Polisario. Sempre in Africa, tra Botswana e Zimbabwe è stata eretta una barriera, inizialmente per fermare la diffusione di afta epizootica, ma in realtà utile per impedire le migrazioni. Questi muri più recenti hanno una precisa origine, quella economica. Un esempio è il “muro della vergogna” al confine tra Stati Uniti e Messico, iniziato nel 1990 e ancora in costruzione con una spesa prevista di alcuni miliardi di dollari, per impedire ai messicani di oltrepassare furtivamente il confine statunitense. Questi muri visibili esistono prima dentro di noi, e ci sembrano tante barriere che dividono chi sta meglio da chi sta peggio, dimenticandosi che “sotto lo stesso cielo, nessuno è straniero”.

Classe 2L

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