Diritto internazionale e parole difficili

Le classi seconde dell’Istituto Secondario di primo grado Boccaccio di Certaldo sono state coinvolte nel laboratorio ’Migrazioni e diritti’ del 46° Parallelo- Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo tenuto dalla giornalista ’di guerra’ Alice Pistolesi. La dottoressa viaggia molto, fino adesso ha fatto ben 41 viaggi fuori Italia, si è appassionata a questo tipo di giornalismo fin da piccola perché è interessata a raccontare i conflitti e le crisi preoccupandosi dei motivi per cui sono scoppiati per «dare voce a chi non ne ha». Nel 2019 l’Atlante ha rilevato 30 guerre attive, 18 situazioni di crisi e 14 missioni Onu, territori in cui la pace è garantita dalla presenza dei caschi blu. Da tale ricerca risulta che nel 2019 l’80% del mondo può definirsi in pace, mentre il 20% è in guerra. La mancanza di acqua è un motivo di guerra nell’Africa subsahariana e spesso le guerre avvengono nei luoghi della terra al buio, dove c’è poco utilizzo dell’elettricità per il sottosviluppo. Avete mai pensato alla differenza nelle parole che si utilizzano per le migrazioni? Anche noi prima di questo incontro confondevamo questi termini anche perché, all’apparenza, sembrano simili ma in realtà sono termini difficili del diritto internazionale. Con il termine sfollato si indicano coloro che non attraversano il confine nazionale ma che devono lasciare la loro abitazione per un terremoto, una valanga o una alluvione, ad esempio chi ancora ad Amatrice non ha la sua casa. La migrazione è lo spostamento di qualsiasi essere, da dove si trova abitualmente verso un altro posto. E’ volontario e avviene per motivi di lavoro, d’amore o per cercare condizioni di vita migliori. Il migrante si sposta in modo temporaneo o definitivo. Invece a differenza dei migranti, il profugo ha subito una persecuzione per motivi politici, di religione, di orientamento sessuale o deve scappare da una guerra. Gli extracomunitari sono coloro che non fanno parte della Comunità Europea, come uno svizzero o un cittadino britannico adesso che la Brexit è in vigore. L’extracomunitario è spesso anche un richiedente asilo cioè colui che chiede aiuto allo stato e formula una domanda ufficiale per poter rimanere nel territorio. Se lo Stato riconosce che non può rientrare nel proprio paese perché c’è motivo di guerra o teme di subire persecuzioni in base all’articolo 3 della Carta di Ginevra diventa un rifugiato. Il diritto d’asilo è garantito dall’articolo 10 della Costituzione Italiana che recita «Non è permessa l’estradizione dello straniero per reati politici» se il paese da cui proviene non rispetta le libertà democratiche garantite in Italia.

Classe 2F

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