Uno slalom tra barriere e inciviltà

Salve, mi chiamo Filippo e, con i miei compagni di scuola, oggi vado a comprarmi un bel libro in passeggiata a Viareggio. Volete venire con me? Vi avviso però, sono su una sedia a rotelle, e un percorso che per voi risulta “normale” per me potrebbe trasformarsi in una vera e propria odissea. Ci siete? Partiamo. Siamo in piazza d’Azeglio sull’angolo con via Machiavelli, destinazione: Gran Caffè Margherita. 230 metri di distanza, tre minuti a piedi. Purtroppo non ci siamo ancora mossi che già vedo degli ostacoli. Davanti a noi le radici degli alberi hanno trasformato la pavimentazione in montagne russe e più in là, ad attenderci, c’è una buca in mezzo al marciapiede che sembra la fossa delle Marianne. Per fortuna ci sono i miei compagni ad aiutarmi: dribbliamo le radici, evitiamo la buca e procediamo lungo piazza Shelley. Ci avviciniamo all’incrocio. Stiamo per attraversare la strada sulle strisce pedonali, quando scopriamo che uno scalino di 15 centimetri non ci permette di scendere (la legge prevede che in caso di scalino superiore a 2,5 centimetri debba esserci uno scivolo). Ci fermiamo e buttiamo uno sguardo al di là della strada: sul versante opposto lo scivolo c’è (e questa è una cosa buona), ma in mezzo allo scivolo qualcuno ha avuto la brillante idea di piantare un albero! Ci facciamo un’amara risata e procediamo lungo un percorso alternativo. Arriviamo senza troppe difficoltà sull’angolo di piazza d’Azeglio e viale Regina Margherita. Basta oltrepassare la strada e siamo arrivati. Attraversiamo fiduciosi. Ma come giungiamo dall’altra parte il nostro ottimismo si spenge in un “nooo” di sgomento. Su questo lato non c’è lo scivolo. Dobbiamo tornare indietro. Ci spostiamo verso nord e all’altezza di via Zanardelli troviamo scivolo e strisce. Superiamo il viale e ci dirigiamo con allegria verso il Gran Caffè Margherita. Non vedo l’ora di entrare in libreria. Le barriere architettoniche però non sono finite. Per salire sul porticato c’è un gradino in marmo alto più di 20 centimetri. Qualcuno ci dice che sul lato sud è presente uno scivolo. Ci avviciniamo, ma scopriamo che si tratta di uno scivolo corto e arrotondato (ovviamente non è a norma). Provo a salirci, ma quasi mi ribalto. Menomale ci sono i miei compagni che mi aiutano a e mi portano davanti all’ingresso della libreria. Finalmente ci siamo. Abbiamo affrontato tante peripezie ma siamo giunti alla meta. Apro con entusiasmo la porta d’ingresso, provo a entrare… e faccio la sconcertante scoperta. La porta è larga meno di 60 centimetri (a fronte degli 80 previsti dalla legge). Troppo stretta. Non posso accedere. Costretto al dietrofront, me ne torno a scuola in compagnia dei mie amici e di un amareggiato silenzio.

Classe 3D

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