Noi, i ragazzi della generazione Z

Dicono di noi che siamo nati in un particolare momento storico, un momento di paura e d’insicurezza, caratterizzato da eventi importanti come l’attacco alle Torri gemelle del settembre 2001 e la crisi economica del 2007 che ha interessato tutto il mondo. Gli studiosi e i giornalisti ci hanno definito in vario modo: homeland generation (la generazione che resta a casa), i post-millennials, la generazione alfa, IGeneration, perché per noi gli strumenti informatici non hanno segreti. I nostri punti di riferimento sono gli youtuber, dai quali impariamo non solo a gestire la rete grazie ai tutorials, ma anche a vestirci e a comportarci. Infatti essi influenzano ogni aspetto della nostra vita! La nostra finestra sul mondo è fatta di diversi dispositivi come smartphone e tablet, che abbiamo imparato ad usare fin dalla più tenera età e i luoghi virtuali che frequentiamo con più interesse sono Snapchat e Instagram… Amiamo la sintesi e la chiarezza, dal momento che siamo abituati a ricevere e a elaborare molte informazioni contemporaneamente. Pensate che più dell’80% di noi crede che la tecnologia possa creare un mondo migliore, a 10 anni il 45% ha e usa autonomamente uno smartphone e il 46% sceglie la rete per fare amicizia o tenere contatti con i coetanei. Privilegiamo apprendere in rete: leggiamo libri e giornali online, guardiamo film su Netflix e svolgiamo i compiti tramite libri digitali e piattaforme e-learning. A scuola, oltre ai libri e ai quaderni, usiamo device che facilitano il processo di apprendimento e rendono lo studio più divertente e coinvolgente (Lim, tablet, notebook…) in ambienti che non corrispondono più alle vecchie classi fatte di banchi posti uno dietro ad un altro davanti ad una lavagna. Le nostre hanno la connessione Wifi, banchi mobili e tavoli componibili in isole didattiche. Noi siamo gli alunni del PNSD (Piano nazionale scuola digitale) un progetto del Ministero per rinnovare la scuola. Siamo particolari anche a livello caratteriale: abbiamo fiducia in noi stessi, siamo realisti e crediamo che la tutela ambientale sia un’emergenza da affrontare e risolvere in tempi brevi, così come la tutela dei diritti umani e delle differenze. Ma questa nostra “vita portatile” non è tutta “rose e fiori”. Spesso non riusciamo a distinguere tra vita reale e virtuale, abbiamo un’attenzione che non supera gli 8 secondi, ci sentiamo soli e ammalati di FOMO (fear of missing out), ossia la paura ed ansia di perdere qualcosa mentre non siamo connessi. Questi siamo noi, ragazzi della generazione Z, adolescenti che hanno bisogno di adulti reali e forti che possano camminarci accanto, aiutandoci a capire le insidie che si nascondono dietro la rete e come si può vivere serenamente anche dis-connessi.

Classe 3A

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