Il sondaggio: siamo ancora razzisti?

Video che testimoniano atti di razzismo, episodi di violenza, scritte antisemite, minacce e, infine, cori razzisti negli stadi: questi e altri segnali fanno pensare che nel 2020 il razzismo sia ancora vivo e vegeto. Un questionario, distribuito dagli alunni della scuola media Libero Andreotti all’interno di alcuni locali e nelle vie del centro storico di Pescia, ha aiutato a fare chiarezza sull’argomento. Le domande sono state formulate con due modalità differenti: l’intervista diretta e il questionario anonimo su carta. I risultati sono stati interessanti perché hanno dimostrato grandi discrepanze tra ciò che viene dichiarato apertamente e ciò che si pensa davvero. La maggioranza delle persone intervistate, 27 in totale, ha riferito di non essere razzista ma, sollecitata a riflettere sul proprio atteggiamento nei confronti degli ambulanti di colore che si incontrano per strada, i più hanno ammesso di mal tollerarli, addirittura di esserne infastiditi. C’è anche chi ha suggerito che le istituzioni dovrebbero provvedere a soluzioni di vario genere per togliere gli immigrati dalle strade come creare delle strutture ad hoc, trovare loro un’occupazione, controllare più frequentemente i loro documenti o, infine rimandarli nel loro paese. Solo in 2 hanno ritenuto che lo Stato dovrebbe puntare su politiche di integrazione. Inoltre, molti degli intervistati che hanno negato di essere razzisti, hanno poi affermato di avere poca o nessuna fiducia nel fatto che una persona di origini africane potesse restituire un oggetto di valore smarrito, mentre in tre hanno ammesso che preferirebbero assumere un italiano nella propria azienda, anche senza ulteriori informazioni sulle attitudini e le capacità della persona. Quasi tutti, invece, si sono dimostrati disponibili a prestare il proprio telefono, per aiutare qualcuno che si trovasse in difficoltà, indipendentemente dalle sue origini. Infine, 2 persone hanno dichiarato apertamente di essere razziste, adducendo come motivazione il fatto che in una società del genere questo atteggiamento è ormai inevitabile. Il dato, a una prima occhiata, può apparire esiguo ma, rapportato all’intera popolazione italiana, assume tutt’altre dimensioni: è come se tutti i cittadini di Roma e di Milano affermassero di essere razzisti. Dall’atteggiamento degli intervistati, per di più, era chiaro che anche molti di coloro che si sono reputati non razzisti, in realtà, lo fossero, ma provassero imbarazzo ad affermarlo. Dall’indagine, perciò, si può evincere un risultato piuttosto allarmante sull’atteggiamento degli italiani nei confronti di immigrati ed extracomunitari: i più si comportano in modo poco tollerante, dimostrando ideologie tutt’altro che aperte e, anche quando non ammettono di essere razzisti, si comportano come tali. La risposta alla domanda siamo ancora razzisti? continua a essere sì.

Classe 3E

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