Emozioni e desideri condizionati

La pubblicità affascina il nostro inconscio e stimola le nostre emozioni. Spesso alcuni alimenti sono presentati come particolarmente utili per la salute, anche se hanno un valore calorico molto elevato; altre volte si mette in evidenza soltanto il piacere collegato al bere o mangiare un certo cibo o addirittura i messaggi veicolano modelli sociali e stili di vita che tutti vorrebbero avere: la famiglia serena e felice, la mamma amorevole che prepara la merenda ai propri figli, coppie felici. E’ facendo leva su questo che le immagini catturano l’attenzione, sfruttando i desideri di soddisfazione sociale dei consumatori. Pubblicità e alimentazione hanno due obiettivi molto spesso totalmente diversi e molto lontani. Spesso sono i più piccoli ad essere catturati: essi sono indifesi e inconsapevoli del condizionamento che subiscono. Gli esperti sostengono che bisogna controllare e limitare l’esposizione dei più piccoli ai messaggi pubblicitari per stimolare ed educare ad un consumo consapevole del cibo. Uno spot ben fatto, spinge i consumatori all’acquisto, ciò che colpisce è ciò che ci spinge inconsapevolmente a ricercarlo negli scaffali di un negozio. Ma non sarebbe forse più doveroso informare i consumatori sul prodotto? Facile a dirsi, ma ciò che conta è l’aspetto economico, lo spot non deve informare, ma soddisfare il consumatore emotivamente e poco importa se ciò che viene proposto è poco salutare. Gli studi hanno mostrato che il cervello può essere stimolato da immagini accattivanti e ciò può portare a cercare una sorta di ricompensa nell’acquisto. Nutrirsi non è semplicemente soddisfazione di un bisogno, ma è un’attività a cui l’individuo attribuisce molteplici significati. Le pulsioni, i desideri, le angosce, le paure, le delusioni, i vuoti affettivi trovano un loro alleato nel cibo. Queste sono le cause di molti disturbi alimentari che colpiscono soprattutto i giovani e che mettono a repentaglio la salute. L’assunzione o la non assunzione di cibo è il campanello d’allarme di difficoltà, un grido d’aiuto indiretto. Spesso i ragazzi hanno una visione distorta del proprio corpo e manifestano stati depressivi, bassa autostima, ricerca di perfezionismo, difficoltà relazionali. Questa fragilità, questo continuo bisogno di approvazione dagli altri e desiderio di mostrare a se stessi che si è capaci di riuscire in qualcosa conduce ad un’attenzione esagerata per il proprio corpo. Di solito sono le critiche dei coetanei o le banali prese in giro sull’aspetto fisico che costituiscono la molla che conduce ad iniziare pericolose diete. L’ideale proposto da Tv e riviste porta a non sentirsi mai adeguati, a non accettare un corpo imperfetto. Chi manifesta un disturbo alimentare ha grandi difficoltà a relazionarsi con il mondo esterno.

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