Cronache a sorpresa dal futuro

Un punto si avvicina nel cielo, compie manovre impensabili per la fisica e riparte in un lampo. Alla parola Fantascienza, questo immaginiamo. La mente vola verso mondi improbabili e strane creature. Ma la Fantascienza non è solo questo, è un genere che pur nutrendosi di pura fantasia, si lascia contaminare da elementi reali. Da questo connubio la Fantascienza diviene, quindi, fonte di ispirazione per porre a se stessi interrogativi sull’esistenza. L’uomo sta seguendo un cammino rispettoso per l’etica? Riesce a gestire ciò che ha creato? Oppure si è lasciato plasmare dalle sue stesse creature, traslando il proprio ruolo da attivo fautore a passivo fruitore dei mezzi tecnologici, mantenendo come unica attività lo sterile accumulo compulsivo? La fantascienza si pone questi interrogativi, lo scrittore e il regista non si accontentano di giocare con la fantasia, ma si fanno indagatori del presente e ideatori del futuro: sezionano e decodificano il quotidiano soffermandosi su alcuni elementi che, secondo il loro giudizio, con il tempo si imporranno fino a divenire imperanti. Dalle loro previsioni nascono storie avvincenti e inquietanti. Ecco perché quando leggiamo o vediamo un film di fantascienza proviamo, da una parte curiosità, dall’altra un vago senso di disagio. In quelle parole o immagini cogliamo una parte della realtà che ci circonda, intravediamo alcuni aspetti ancora non del tutto emersi nel presente che potrebbero diventare dominanti nel futuro, trasformando radicalmente il nostro stile di vita. Queste storie sono proiezioni che partono dal presente e si estendono al futuro, mostrando mondi lontani nel tempo attraverso cui lo spettatore rilegge l’attualità. Si crea un circuito in cui l’ideatore parte dalla realtà quotidiana e ne crea una fantastica e il fruitore rilegge in modo critico il presente. Dal presente si parte e al presente si torna percorrendo un circuito di immaginazione e analisi critica che da questo si allontana per poi tornarvi inesorabilmente. Tutto ciò può rendendoci più accorti nell’intraprendere una strada rispetto ad un’altra. Non sappiamo quale sia quella giusta, l’unico auspicio è che l’uomo non annulli se stesso, sconfitto da una vertigine di inadeguatezza dovuta alla propria connaturata imperfezione, e non si erga a dominatore privo del rispetto dovuto a esseri viventi e non. Questo ci auguriamo, tuttavia corriamo ai botteghini curiosi di vedere: mondi lontani, robot e punti nel cielo che si avvicinano, compiono manovre impensabili per la fisica e ripartono in un lampo.

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