Non è lo sport a fare una persona

Perché la danza deve essere considerata uno sport femminile e il calcio uno sport maschile? Siamo partiti proprio da questa domanda e siamo giunti ad una risposta: sono soltanto frasi infondate! E’ vero che magari nel calcio ci sono più maschi che femmine ma ciò non vuol dire che le femmine non possano praticarlo. Soprattutto le donne sono sempre state «escluse» da alcuni sport, dichiarate non adatte perché prive di forza fisica , per esempio la boxe o il calcio. Nell’ultimo decennio sono aumentati notevolmente femmine e maschi che praticano sport definiti solo per il sesso opposto. Infatti a oggi i ragazzi dai 4 ai 20 anni che praticano danza in Italia sono 1,4 milioni e invece le ragazze che fanno calcio in Europa sono 1 milione e 300 mila. Quindi perché le persone devono essere giudicate e insultate a causa dello sport che praticano? Perché dobbiamo essere condizionati da quel che pensa la società per scegliere uno sport che ci piace fare? Non ha senso! Noi siamo liberi di scegliere e dobbiamo smettere di dare importanza al giudizio degli altri. Non vediamo il motivo per dover smettere. Purtroppo ci sono anche discriminazioni e insulti sia sui maschi che sulle femmine del tipo «femminuccia » o «maschiaccio», anch’esse insensate. I genitori in certe situazioni non sono molto d’aiuto, alcuni non permettono di praticare vari tipi di sport a causa delle idee altrui o delle credenze religiose. Infatti in certe religioni non è permesso che le ragazze pratichino sport maschili. Questo è spiegato anche nel film «Sognando Beckham» dove la protagonista non può praticare lo sport che ama perchè i genitori ritengono che la loro religione lo vieti. Anche in Arabia Saudita le donne sono escluse dallo sport e addirittura non possono assistere ad una partita. Gli è stato concesso di partecipare ad una manifestazione calcistica solo una volta, grazie allo Stato italiano che ha convinto le persone che erano a capo della religione musulmana. Ma lo sport è passione, divertimento, qualcosa che ami fare! Abbiamo deciso di parlare di questo argomento perché nel mondo di tutti i giorni accadono queste cose. Dalle nostre ricerche sono emersi risultati interessanti: gli uomini sono citati tre volte più spesso delle donne nello sport; le donne sono indicate due volte più spesso come «ragazze » rispetto agli uomini; le atlete vengono più associate a parole come gravidanza, età, matrimonio. Contrariamente per gli atleti di sesso maschile si utilizzano parole per enfatizzare la prestazione fisica come velocità, resistenza e peso corporeo; l’aspetto, la privacy ed il modo di vestire mette in secondo piano le prestazioni sportive delle donne. Inoltre avendo anche delle testimonianze abbiamo deciso di fare delle domande e di informarci di più su questo argomento.

Classe 3B

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