Spesso vi prendiamo per la gola

La Toscana offre un paesaggio articolato e vario tra i più belli di Europa. Molte e variegate le attività agricole presenti, ma quali sono i prodotti che ci fanno conoscere nel mondo? Sicuramente sul podio stanno l’olio extravergine d’oliva e il vino, famosi i vigneti e gli oliveti del Chianti tra Firenze e Siena ma anche quelli del Grossetano. Tali prodotti hanno ricevuto per le loro caratteristiche alimentari e territoriali tutele speciali come la Dop e l’Igp. A questi possiamo aggiungere la famosa «cinta senese », carne di suino allevato allo strato brado nei pascoli della provincia di Siena, la «chianina» specie di vitellone bianco tipico della zona degli appennini dal cui taglio si ricava la famosa «bistecca alla fiorentina». Ricordiamo inoltre il pane che presenta caratteristiche differenti da quello prodotto nelle altre regioni italiane. Il pane toscano infatti non è salato, il motivo risale all’antichità, alla rivalità tra Firenze e Pisa e quindi all’alto costo del sale. A questi prodotti si uniscono il prosciutto ed il formaggio pecorino realizzato con metodi tradizionali antichi; i più importanti e conosciuti sono quelli prodotti nel Volterrano e nella provincia di Grosseto. Ma Castell’Azzara, il nostro comune, quali varietà agricole e spontanee ci offre? Partiamo dal Monte Amiata, la montagna sulla quale sorge il nostro paese. Qui troviamo diverse varietà di castagna: la bastarda rossa e il marrone che danno vita a molte ricette come il castagnaccio e la polenta. Un altro prodotto del sottosuolo è il tartufo che ha dato al nostro paese la denominazione di «città del tartufo». Il prodotto tipico castellazzarese è il tartufo nero detto anche «scorzone» che possiamo trovare nei boschi del monte Penna e della Sforzesca dove sono state realizzate delle vere e proprie tartufaie. Altri tipi sono il «mazzuolo » e quello «bianco». I tartufi sono usati in cucina per realizzare vari piatti che sono diventati tipici, come i tortelli, i pici e varie carni aromatizzate con questo alimento. Negli ultimi tempi nel territorio di Selvena è stato ritrovato l’antico germoglio della «Patata Biancona del Faggeto», dalla coltivazione sperimentale di questo tubero è nata la Sagra del tortello di patate volta alla conoscenza e riscoperta di questo semplice prodotto che si era perso nel tempo. Nei nostri boschi e campi, ricchi di varietà di alberi e specie vegetali, nasce l’apicoltura e quindi la produzione di miele di castagno, millefiori, marruca, trifoglio e lavanda che viene impiegato oltre che per uso alimentare anche nella realizzazione di medicine e fabbricazione di candele. Questi prodotti rappresentano un patrimonio culturale di sapori, mestieri, conoscenze e tradizioni che ci rende unici nel mondo.

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