Leggi e volerai come una farfalla

C’è un libro che narra di un bambino, simbolo di tutti noi, e che nero su bianco ci dà importanti lezioni. Si parla del passato per capire cosa manca al presente: la capacità di comunicare e, a volte, anche il rispetto e la gentilezza. Qui c’è un bimbo, poi ragazzino e ragazzo che vive col nonno che gli insegna i segreti del bosco, riservandogli un dono: l’incontro con il lupo e con le farfalle. Quest’ultime hanno ali nere e sanno sopravvivere all’inverno, come l’uomo tenace alle prove della vita, mentre il lupo -dietro alla sua minacciosa apparenzanasconde lealtà e discrezione, anche quando assale, perché nel ciclo della vita lui chiede sempre permesso e non viola i patti. Gli animali -a differenza degli uomini- non hanno colpa neanche quando uccidono, per questo diventano l’allegoria di ideali irrinunciabili per il protagonista, quali la verità, l’intelligenza e la forza, che vincono sempre. Nel testo, in cui ognuno di noi può immedesimarsi per riflettere sul senso della vita e sui rapporti con gli altri esseri, compaiono anche figure secondarie accanto al giovane e al vecchio, i grandi e i piccini del villaggio, proiettati al progresso e incapaci di ascoltare e di usare il buon senso. Questi hanno un ruolo marginale, ma incisivo, perché rappresentano il limite, che sfocia facilmente nel male. Così, se le fiabe e le favole narrano di lupi prepotenti, qui son tali solo gli uomini. E a quelli che credono che lo schivo mammifero, il lupo, sia una minaccia, l’autore risponderebbe: <<Bugia>>, forse, per l’uomo:<< VERITA’…>>. È una storia che vale la pena leggere questa del bambino che diventa adulto e vecchio, cadendo e rialzandosi, sbagliando e imparando, fino ad appropriarsi della magia del bosco, del lupo e della farfalla. Un incantesimo espresso da un insegnamento: <<Le parole, se rese amiche, possono salvare; al contrario saprebbero uccidere e, nella vita, contano e possono dare forza, anche quella di sopravvivere, soprattutto nel bosco …>> Così da una fluida prosa impariamo consigli su come poter uscire salvi dalle insidie della “selva”, stereotipo consacrato già da Dante; da lì tutto è, e deve essere, possibile, non temibile, studiando e mettendo in moto l’intelligenza, strumento per la libertà, simbologie espresse, appunto, dal lupo e dalla farfalla. Questa lettura ci ha permesso di immaginare, di riflettere e di sentire con l’anima i segreti del bosco, che poi sono quelli dell’esistenza. Significativo è stato anche l’incontro del 17 gennaio, qui ad Arezzo presso la libreria La casa sull’albero, con l’autore, a dimostrazione del fatto che la nostra città è una candidata DOC a “ capitale della cultura 2021” perché per la divulgazione del sapere, che sa nutrire mente ed anima, concretamente si adopera!

Classe 2A

Insegnante: Letizia Giannini

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