Le multinazionali controllano il mercato

Vi siete mai chiesti quali siano le strutture da cui provengono i prodotti dei quali usufruiamo quotidianamente? Compriamo incosciamente Le Multinazionale controllano le materie prime da parte di un numero sempre più ristretto di soggetti: le prime risalgono alla prima Rivoluzione Industriale e al Capitalismo. Esse sono composte da una società controllante e una controllata, collocate rispettivamente in paesi sviluppati e in paesi in via di sviluppo (dove lavorano, in pessime condizioni, bambini, donne e uomini, solo per guadagnarsi un pasto sufficiente alla vita). Sia le grandi, che le piccole società Italiane, sono costrette a produrre all’estero, poiché la loro pressione fiscale è troppo alta e il loro obiettivo è cercare paesi dove il livello di tassazione è basso: per questo tendono a cercare di ridurre i costi; infatti numerose multinazionali, hanno le proprie filiali in paesi arretrati dove la mano d’opera è minima e possono elargire salari ridotti. L’impatto dell’economia mondiale e locale Le filiali in paesi sottosviluppati hanno un forte impatto sulla politica: una multinazionale può avere, a livello di prodotti, un capitale che supera quello di una nazione. E’ facile immaginare, quindi, che le agevolazioni siano create solo per le multinazionale e non per le imprese locali. L’acquisto da parte delle multinazionali di aziende territoriali, come nel caso della Whirpool, e la loro politica decentrata può causare perdite di posti. L’impatto ambientale: Gran parte dell’inquinamento atmosferico mondiale è causato da 20 grandi aziende che da sole, con il loro costante sfruttamento delle riserve mondiali di petrolio, gas e carbone, sono responsabili di ben un terzo di tutte le emissioni del gas serra del pianeta. A rivelarlo è il Guardian, il quale ha pubblicato un’analisi di Richard Heede, svolta al Climate Accountability Institute negli Stati Uniti, un’autorità leader a livello mondiale sul ruolo del petrolio nell’emergenza climatica, che ha preso in considerazioni ciò che le multinazionali hanno estratto e le emissioni successive di cui sono responsabili questi combustibili fossili, a partire dall’anno 1965. Ai primi posti della classifica mondiale delle multinazionali con più impatto ambientale troviamo, secondo un articolo di ‘Repubblica’ del 2015, l’Enel S.P.A; Accor; Salini Impregilo; EDF; Carrefour; e tra le più conosciute: la Nestlè, che si trova all’ottavo posto. Le persone hanno il diritto/dovere di sapere cosa si nasconde dietro una multinazionale, riflettendo su quali possano essere gli aspetti positivi e, soprattutto, gli aspetti negativi. Dobbiamo agire per i nostri diritti e per porre fine alle ingiustizie che ogni giorno si ripetono e che si ripeteranno anche nel futuro, di tutti noi uomini.

Tutor: Sonia Trapassi

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