Joya: la voce del riscatto delle donne afghane

Lo scorso 4 dicembre la classe 1^C della scuola media “Pistelli” di Camaiore ha incontrato Malalai Joya, attivista afghana, presso la Croce Verde di Viareggio. La sua vita è segnata dal susseguirsi di guerre, fughe, atti di disobbedienza senza mai arrendersi. Neonata ai tempi dell’invasione sovietica, poi esule, quindi insegnante clandestina, dopo la presa del potere dei talebani. Nel 2003 entra nella Loya Girga e nel 2005 è eletta nel parlamento afghano istituito dopo la caduta del regime talebano; tuttavia viene cacciata presto, perché denuncia incessantemente i soprusi commessi dai signori della guerra senza farsi corrompere. Oggi la sua voce, nota in tutto il mondo, è completamente bandita in Afghanistan. L’obiettivo principale dell’ex parlamentare è quello di richiamare l’attenzione a livello internazionale sulla condizione delle donne che, nel suo Paese, sono escluse dalla vita pubblica e private dei fondamentali diritti: madri, figlie, mogli e sorelle cui è assolutamente negata un’istruzione di base e costrette a vestirsi con un lungo velo che nasconde loro il volto. Nel dibattito in classe successivo all’incontro la partecipazione degli alunni è stata così sentita che ognuno di loro ha voluto contribuire con una riflessione personale. A tale proposito vengono riportate alcune considerazioni: G. B. sottolinea il fatto che le donne in tutto il mondo dovrebbero unirsi, divenendo più coraggiose dato che spesso trovano di fronte a loro crudeli nemici come i fondamentalisti e gli estremisti di alcune religioni che impongono alla donna di vivere in situazioni di assoluta marginalità e passività sociale; proprio per questo motivo Malalai Joya incontra persone in tutto il mondo, sostenendo la sua organizzazione per promuovere i diritti delle donne. F.T. evidenzia, invece, la grande emozione provata nel vedere una donna come Malalai minuta fisicamente, ma dotata di una grande forza per sostenere l’importanza dell’istruzione femminile, considerata uno dei mezzi principali per emancipare la donna e per questo così intensamente osteggiata. V.T. coglie inoltre nel viso della giovane attivista la voglia di voler cambiare veramente le cose in Afghanistan, emozionandola profondamente con la sua determinazione. È da notare che tutti i giovani studenti sono rimasti colpiti da una storia riferita direttamente da Malalai la quale ha come protagonista un papà che ogni giorno, in bicicletta, accompagna la propria figlia a scuola, distante numerosi chilometri dalla sua abitazione e pazientemente la attende davanti al cancello fino al termine delle lezioni; per garantirle un’istruzione, nonostante i pericoli che comporta una tale scelta in paesi che impediscono l’istruzione alle femmine. «L’incontro con la giovane donna ci ha spinto a sostenerla concretamente aggiornandoci sull’attività della sua associazione e battendoci per il diritto all’istruzione di ogni bambina in ogni angolo del mondo», afferma la classe.

Classe 1C

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