Mangiare bene per stare meglio

Sentiamo sempre parlare di quanto sia importante avere un’alimentazione sana, ma, in realtà, noi ragazzi della Terza A della scuola media Paritaria «Madonna delle Grazie» non sappiamo cosa significhi esattamente. Per capire meglio abbiamo deciso di chiedere un parere alla nostra professoressa di Scienze, Natalia Balestri. Grazie alle sue risposte, abbiamo compreso in modo più completo la differenza che esiste tra un’alimentazione e uno stile di vita salutare, da una parte, e, dall’altra parte, il seguire un’alimentazione non equilibrata. La professoressa ha introdotto questo argomento soffermandosi sul fatto che «alla base di una giusta alimentazione ci deve essere una varietà alimentare. Un’alimentazione varia ed equilibrata è alla base di una vita in salute. Un’alimentazione inadeguata, oltre a incidere sul benessere psico-fisico, rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per l’insorgenza di malattie croniche. Secondo l’Oms circa un terzo delle malattie cardiovascolari e dei tumori potrebbero essere evitati grazie ad una sana ed equilibrata alimentazione». La professoressa ha aggiunto che «l’organismo umano ha bisogno di tutti i tipi di nutrienti per funzionare correttamente. Alcuni sono essenziali per sopperire al bisogno di energia, altri per alimentare il continuo ricambio di cellule e altri elementi del corpo, altri per rendere possibili i processi fisiologici, altri ancora hanno funzioni protettive». D’altra parte, una buona alimentazione, per permetterci di stare bene, deve essere affiancata da un’attività fisica costante. «Fare un’attività fisica regolare – ha puntualizzato – serve a migliorare il funzionamento del nostro organismo e non solo. Muoversi in modo costante è utilissimo anche a scaricare la tensione ». Non dimentichiamo, inoltre, quanto i prodotti salutari influiscano positivamente sull’ambiente. Utilizzando alimenti a km 0 evitiamo di adoperare imballaggi e prodotti nocivi per l’ambiente e spesso difficili da smaltire. Diversamente accade con prodotti che, arrivando da lontano, hanno necessità di essere conservati per lungo tempo e devono essere protetti da confezioni eccessive, dannose per l’ambiente. Ultimamente c’è una sensibilizzazione importante anche da parte di catene del settore alimentare, mirata a diminuire l’utilizzo, per esempio, di plastica, a vantaggio del vetro. Anche in alcune scuole, come nella nostra, qualcosa è cambiato: sono state installate «fontanelle» e sono state consegnate ad alunni e docenti delle borracce, non in plastica. Ultimo punto: le varie tipologie di allevamento utilizzate, che, in qualche modo, influiscono sull’ambiente. Grandi emissioni di gas, per esempio, si rivelano deleterie. Tante informazioni, queste, che ci rendono cittadini più consapevoli.

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