Tutti uniti per una “A” mondiale

A come Amazzonia, A come Australia, A come Ambiente, A come Aiuto A come Attenzione, il nostro mondo va a fuoco. A come Appello, quello che i 230 ragazzi della scuola media G. Galilei di Cecina, della sede di San Pietro in Palazzi, con a capo il professor Paolo Lumini, hanno voluto lanciare per sensibilizzare ognuno di noi. A metà gennaio, vestiti di verde e con il volto coperto da una maschera rappresentante indigeni della foresta pluviale, si sono recati nel giardino davanti alla scuola. Lì hanno formato una grande A innalzando verso il cielo immagini di animali ormai in pericolo a causa degli incendi che questa estate hanno sconvolto l’Amazzonia. Stesso destino purtroppo toccato qualche settimana fa anche ad un’altra A, quella dell’Australia. Ma che cosa c’è dietro agli incendi dell’ Amazzonia e dell’Australia? Dietro c’è sempre l’ uomo. Solo nel corso del 2019 nella foresta pluviale dell’Amazzonia si sono registrati circa 75 mila incendi. Tutto questo per colpa delle grandi imprese zootecniche e agro-industriali aiutate dai cambiamenti climatici. L’Amazzonia è stata disboscata per oltre il 15% . Se il disboscamento dovesse raggiungere il 25%, secondo gli scienziati, gli alberi non riusciranno più a garantire l’equilibrio del ciclo dell’acqua e la regione potrebbe trasformarsi in savana. Quali conseguenze per il mondo? La foresta produce enormi quantità di ossigeno, trattenendo il carbonio nella sua vegetazione, nella lettiera e nel suolo, che invece potrebbero ossidarsi e liberarsi in atmosfera, aumentando l’effetto serra. In Australia i tanti incendi hanno distrutto in questo ultimo periodo circa 8 milioni di ettari di territorio. Dal 1900 a oggi il “nuovissimo continente” ha misurato un aumento delle temperature medie di 1,5 gradi, inoltre è mancato oltre un terzo della pioggia che solitamente cade, quindi il terreno è rimasto secco e arido e facile preda del fuoco che ha distrutto flora e fauna. Questa siccità è stata causata da vari fattori tutti collegabili ai cambiamenti climatici. La mancanza dell’arrivo del El Nino, un fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque dell’Oceano, l’arrivo del Dipolo, un’oscillazione termica, dall’oceano Indiano che porta aria secca sulle coste australiane, poi vi è stato un riscaldamento improvviso della stratosfera nella zona antartica e alla fine uno spostamento verso nord degli anti-alisei favorito dal climate change e dal buco dell’ozono che hanno portato ulteriore aria secca in Australia. Insomma l’Australia si è trasformata in un vero e proprio forno naturale. Ma noi che cosa possiamo fare? Molto! Quindi tutti uniti intorno alla grande A! A come Amore: ciò di cui ha bisogno il nostro Pianeta!

Classe 1M

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