@social_mente… dipendenti

Siamo i ragazzi della terza B della scuola A.B.Sabin. Dopo aver letto una pagina sulla violazione della privacy sul nostro libro di geografia, ci siamo sconvolti! Spiegava che i nostri dati, le nostre chiamate, i messaggi vengono continuamente monitorati e acquisiti dalla NSA (National Security Agency), l’agenzia di spionaggio statunitense per “ motivi di sicurezza”, ma certo violando pesantemente la privacy. Tale articolo ci ha incuriositi, portandoci ad approfondire l’argomento dell’effetto dei social e dei dispositivi elettronici (cellulare, computer ecc.) su di noi, dato che, alla fine ne siamo anche i protagonisti, giusto? Dunque, sicuramente i social e internet hanno dei lati positivi, ma è molto più facile individuare quelli negativi; molte volte ci capita di utilizzare il telefono, magari per poco tempo ma poi, difficilmente riusciamo a distaccarcene, perché quando si tratta di stare davanti a uno schermo, si perde il controllo del tempo e il contatto con la realtà. Inoltre, dopo poco, anche la nostra attenzione si abbassa: abbiamo letto un articolo di carattere scientifico che addirittura paragona il livello di attenzione di un adolescente a quello di un pesce rosso! Bruno Patino, autore dell’articolo, afferma che, vista la bassa attenzione delle persone i libri, i film, la pubblicità stanno diventando sempre più rapidi per non rischiare di essere “abbandonati per noia” dall’utente. Dopo tante ricerche, abbiamo capito che il telefono crea delle dipendenze, beh, nel nostro piccolo anche noi possiamo individuare alcuni comportamenti simili alle patologie, come i dormienti sentinella (non si dorme perché rimaniamo in attesa di notifiche) e la chiamata fantasma vale a dire: quante volte ci capita di sentire il telefono squillare, quando in realtà era muto come un pesce? Tornando a noi, va ammesso! Siamo una classe molto attiva social parlando; alcuni postano foto e video frequentemente su piattaforme come Instagram, Tik Tok, Snapchat mentre tutti usiamo Whatsapp abitualmente. Capita spesso che nella chat di classe ci chiediamo informazioni a vicenda e non sempre i compagni rispondono, e in casi estremi, per questa ragione si può sviluppare la sindrome d’ansia (la paura di essere dimenticati dalla propria comunità social). Speriamo di riuscire sempre ad utilizzare i social e la tecnologia in modo razionale e consapevole, di non cadere nelle trappole, sapendo che esistono, e di non farci trasportare in situazioni pesanti accadute dietro un telefonino; ci auguriamo di non subirne la dipendenza in maniera grave o, addirittura, patologica. Scrivere questo articolo ci ha fatto comprendere cose nuove riguardo il mondo digitale, provando a condividerle con voi.

Classe 3B

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