L’edicola all’ombra del Marzocco

«L’hai preso il giornale?». Quante volte i nostri genitori o i nonni si sono sentiti rivolgere in passato questa domanda al rientro a casa. Fermarsi dal giornalaio (lo chiamavano sempre così) era una tappa quasi obbligata, come prendere il pane. E a S.Giovanni, a due passi dal Marzocco e da Palazzo d’Arnolfo, c’è ancora oggi un punto di riferimento per la gente. Un luogo attorno al quale si accendono discussioni e commenti per i titoli apparsi sulla civetta: è l’edicola di Paolo Moretti, in Piazza Cavour. Curiosi, ci siamo armati di registratori e taccuini per un’intervista: Da quanto tempo è aperta la sua attività? «Da tantissimi anni, sessanta o settanta. Io vi lavoro da sedici e gestisco questo esercizio assieme a mia moglie». L’edicola è stata ereditata? «No, non è un’eredità di famiglia. L’ho acquistata da Basetti che la rilevò da Lumeggi, due edicolanti “storici” in città». Il chiosco attuale è sempre stato così? «La struttura non è antica. E’ stata rifatta nel 2001 seguendo i vincoli suggeriti dal Comune in linea con lo stile della piazza e tenendo conto della presenza di Palazzo d’Arnolfo. Prima era un casottino, un’edicola vecchio stampo. Questa, invece, si armonizza meglio con l’architettura del centro storico». Ci racconti com’è il suo lavoro… «Semplice ma anche impegnativo. C’è il lato piacevole di stare al pubblico e di diventare amico di tutti. I giorni di vacanza e di festa, però, sono pochissimi, cinque o sei l’anno, nelle date in cui i quotidiani non escono». I sangiovannesi considerano la sua edicola un luogo per vivere la piazza e incontrarsi? «Sicuramente. Spesso si formano capannelli di persone che commentano , anche in modo animato, le notizie delle locandine. Purtroppo non ci sono molti giovani tra loro. Ormai con le nuove tecnologie si sono allontanati dai giornali». Mette in vendita altro oltre ai quotidiani e ai settimanali? «Certo. A cominciare dai prodotti editoriali diversi da quelli classici, dai fumetti e giornalini per i più piccoli con i gadget, alle figurine, ai dvd abbinati alle pubblicazioni. Esiste un genere intramontabile, la rivista di gossip, ricercata soprattutto da clienti di età più avanzata». Quali notizie hanno fatto vendere di più? «Purtroppo quelle brutte. Un record clamoroso nelle vendite coincise con la tragica scomparsa di Arduino Casprini. Ora è Internet a farci concorrenza e basta un click per conoscere un avvenimento che domani, stampato, è già vecchio». Consiglierebbe il suo lavoro a un giovane? «Bella domanda. Siamo impegnati dalle 6 del mattino fino alle 19.30 sei giorni su sette, con una breve pausa per il pranzo, e una domenica sì e una no. Ci vogliono volontà e passione».

Classe 3C

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