Serve un aiuto, non servono miracoli

Al telegiornale si sentono di continuo notizie su situazioni di bullismo; in questo articolo proveremo a riprodurre una situazione simile, ma non vi vogliamo illudere che alla fine la storia termini sempre con un lieto fine. Noi abbiamo svariate motivazioni per “tirarci in ballo” e dire la verità: non rimanere mai indifferenti alla violenza sia fisica che psicologica; aiutare le vittime a non farle sentire sole e dare il buon esempio; far capire al bullo che se cerca approvazione non è questo il modo; parlare con gli adulti per avere un punto di riferimento. A volte per capire le situazioni occorre entrarci dentro: immergiamoci nel disegno, sentiamo le parole dei personaggi: LELLA (Lella ha un carattere forte e nella sua scuola è acclamata da tutti i suoi compagni, ma c’è una cosa che la disturba e che le dà tanta noia, questa “cosa” si chiama Cecilia.): “Cecilia mi sta antipatica, è da un mesetto che la sto prendendo in giro e ora mi sono innamorata di Bob, che a sua volta la prende in giro, dicendole che è un maschiaccio”. CECILIA (Cecilia non è una di quelle ragazze solari, al contrario rimane sempre sola e non viene mai considerata, per questo viene bullizzata): “Cosa posso farci? Nulla! Sono solo una vittima e poi, perchè dovrei parlarne con qualcuno? Non voglio coinvolgere nessuno; non mi piace tutto questo e non credo che piacerebbe nemmeno a loro, ma allora perchè lo fanno?” BOB (Bob è un ragazzo sicuro di sé e coraggioso a cui piace assecondare le persone, ma ha un difetto che preferirebbe non avere: non riesce a prendere decisioni): “Mi diverte vedere le persone soffrire, soprattutto Cecilia che ci sta molto male. Non la prendo in giro personalmente perchè se la notizia arrivasse a mio padre si arrabbierebbe molto e io finirei in grossissimi guai. Per questo lascio che Lella la bullizi al mio posto”. GINEVRA (Ginevra è una ragazza forte e decisa, ma, in questa situazione, ha paura di dire la sua contro l’amica Lella): “Tutte le mattine alla stazione vedendo Cecilia che soffre; mi verrebbe da agire, ma ho paura. Con il passare del tempo la situazione è peggiorata; inizialmente erano solo prese in giro, ora la picchiano. In questi ultimi giorni mi sono fatta coraggio e ne ho parlato con i miei genitori. Mio padre mi ha detto di fargli un segno non appena la scena si fosse ripetuta, lui mi ha detto che sarebbe stato nei paraggi. L’ho fatto e mio padre è intervenuto e adesso Cecilia non è più bullizzata, ma anche se la situazione è migliorata, non tutto è risolto; sto cercando di non lasciarla sola e isolata, ma non mi ascolta e mi scansa dicendo che non l’ho aiutata nel momento giusto, adesso non so più che fare”. Avendo letto questa “storia” poniti una domanda: e se fossi tu dentro il racconto? Quale personaggio ti assomiglia di più?

Classe 2B

Insegnante: Elettra Fusi

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