Derisa e aggredita dalla compagna

Bullismo: che cos’è? Tutti lo sappiamo, ne discutiamo, lo vediamo, interpretiamo i fatti. Ma viverlo è un’altra cosa. T. D., oggi dodicenne, racconta: «Da piccolo ero grassottello, e ho avuto dei problemi con dei bulli che mi offendevano e mi deridevano. Mi sono chiuso in me stesso, uscivo poco, cercavo di non farmi notare perché sapevo che se mi avessero visto sarebbero ricominciati i coretti. Mangiavo poco, e una sera, a tavola, sono scoppiato a piangere e ho raccontato tutto alla mamma…».O come quella di G. M., una ragazza di tredici anni che ha accettato di raccontarci la sua storia. Tutto è nato da una foto postata quest’estate su Instagram. Una foto come tante: una bella ragazza al mare – capelli neri, occhi verdi, un bel fisico da sportiva. Invidia? Chi lo sa. Fatto sta che quella foto è stata ridicolizzata e coperta di insulti da una compagna che frequentava la sua stessa scuola. E che, dopo vari litigi, arriviamo intanto a novembre, ha invitato G. M. in Passeggiata, a Viareggio, per chiarire la situazione. E qui scatta l’agguato: «Una volta arrivata, racconta, la ragazzina che mi aveva offeso comincia a picchiarmi mentre altre sei sue compagne, tutte più grandi di me, si godono lo spettacolo. E quando provo a reagire e a difendermi, pure loro intervengono e si uniscono alla bulla. Per fortuna, alcune mie amiche e la madre di una di esse erano con me, e sono riuscite a separarci… » Ma i passanti, chiediamo noi, non c’era proprio nessuno? «I passanti? Sì, c’erano: guardavano, filmavano la scena, facevano le fotografie…». G. M. ha riportato danni fisici e psicologici per i quali è ancora sotto controllo medico. E poteva andarle peggio. Ma quali sono le reali dimensioni di un fenomeno che – diciamolo subito – è tutt’altro che recente (le testimonianze letterarie sono tante, e il termine “bullo” compare già in dizionari del XVI secolo), ma che è in crescita costante? In Italia le prime ricerche nascono negli anni ‘90 ad opera di Ada Fonsi, che mette a fuoco la situazione: l’età a maggior rischio è quella compresa tra gli 11 e i 17 anni, con un punto critico tra gli 11 e i 13. Il fenomeno, inoltre, è aumentato in modo significativo negli anni 2015- 2016 (sono quelli dei quali abbiamo i dati più recenti), quando il 59% degli intervistati dichiarava di aver subito atti di bullismo, dei quali il 48% saltuariamente, e l’11% assiduamente. Ultimo arrivato, ma con gli effetti di una bomba, perché la Rete amplifica tutto, il cyberbullismo. La vittima può essere umiliata pubblicando foto e video (anche ritoccati) oppure (è il caso del flaming) inviando on line messaggi offensivi, oppure, ancora, sottoponendola al sexting, video e foto sessualmente espliciti.

Classe 2A

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