“Siate più sensibili con le parole”

Le classi terze della Colomba- Antonietti sono state coinvolte nel progetto Io dipendo da me finalizzato a sensibilizzare i giovani sul tema delle dipendenze. In particolare è stata approfondita la dipendenza da Internet e social network. Genitori e studenti hanno incontrato la senatrice Elena Ferrara che è anche stata un’insegnante di musica. Proprio tra i banchi di scuola ha conosciuto Carolina Picchio che nel 2013 si è tolta la vita per gli insulti ricevuti in rete. Questa triste vicenda ha spinto la sua professoressa a presentare in Parlamento e a firmare per prima la Legge 71/2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del Cyberbullismo”. Alla senatrice Elena Ferrara abbiamo rivolto alcune domande. Perché è nata la legge 71/2017? «E’ nata per raccogliere il messaggio che Carolina Picchio ha lasciato nel dare il suo addio, rivolgendosi a coloro che l’avevano così perforata nella sua dignità: “spero che da oggi siate più sensibili sulle parole“». Cosa è cambiato dopo la promulgazione della Legge 71? «E stato definito il fenomeno del Cyberbullismo; oggi se ne parla di più e si è preso coscienza che quest’ultimo è un fenomeno subdolo e pericoloso, con caratteristiche nuove rispetto al bullismo tradizionale. Si è riconosciuta la possibilità ai 14enni di chiedere autonomamente la rimozione di un contenuto offensivo/aggressivo presenti in rete e di rivolgersi anche al Garante della privacy anche senza il coinvolgimento dei genitori». Perché, secondo lei, sempre più spesso i ragazzi commettono atti di cyberbullismo? «I ragazzi sono spesso indotti a sbagliare perché non capiscono quanto la prevaricazione in rete possa fare male. Le fake news, le offese, il linguaggio d’odio e la pubblicazione di foto senza il consenso degli interessati sono fenomeni a cui gli adulti non attribuiscono il dovuto disvalore morale. I rischi della rete sono ancora sottovalutati. La velocità con cui si compiono le azioni, il desiderio di essere popolari e avere consenso portano i ragazzi a bullizzare una vittima per sentirsi più forti». Ci racconti un ricordo legato a Carolina. «Carolina amava suonare ma le piaceva anche ascoltare i brani musicali e le esibizioni dei compagni. Non aveva timore a mostrare le sue emozioni e le sue insicurezze quando doveva affrontare qualche prova». Se non avesse conosciuto Carolina, pensa che avrebbe agito allo stesso modo? «Se non avessi conosciuto Carolina e la sua storia molto probabilmente non avrei affrontato e approfondito questo fenomeno. Ancora oggi penso che se lei avesse avuto gli strumenti di tutela che la legge 71/17 offre avrebbe trovato la giusta via di uscita».

Classi 2A, 3F

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