Italia, un paese che ama gli animali

L’Italia si conferma un paese pet friendly: questo è quanto emerge dall’indagine Eurispes 2019 sul possesso degli animali domestici nella nostra nazione. Nell’ultimo anno risultano essere in aumento le famiglie che hanno deciso di accogliere un cucciolo o più di uno nella loro vita. Il 33,6% del campione degli intervistati dichiara di avere con sé un animale domestico. Il più diffuso nelle case degli italiani è risultato il cane con il 40,6%, seguono il gatto con il 30,3%, gli uccelli con il 6,7% e pesci con il 4,9%. In percentuali più contenute, compaiono anche il criceto, il coniglio e la tartaruga. A preferire il cane sono, senza dubbio, le famiglie con figli; le persone che vivono da sole scelgono, invece, la compagnia dei gatti. L’indagine mostra che la maggior parte delle persone pensa al suo animale domestico come ad un membro della famiglia e spende, per prendersene cura, cifre comprese tra 31 e 100 euro ogni mese. Alcuni tra gli intervistatati lo ritengono il migliore amico e, un terzo dei soggetti, lo considera un vero e proprio figlio. Sin dall’inizio dei tempi gli animali hanno fatto parte della vita dell’uomo: i cani facevano la guardia, i gatti cacciavano i topi, gli asini trainavano i carretti. Ora invece viene riconosciuto loro un ruolo più importante: possono influire positivamente sul nostro stato d’animo e sulle nostre relazioni con gli altri. Avere un animale domestico aiuta a socializzare consentendoti di incontrare persone nuove. Uno studio condotto da Dogs Trust dimostra che chi esce con un cane ha più possibilità di fare nuove amicizie. Senza contare che un cane va portato fuori, al parco per giocare, dal veterinario: ciò ci aiuta a fare movimento. Nel caso dei bambini, un cane aiuta a crescere, non solo perché favorisce l’integrazione e la socializzazione, ma anche perché consente di assumersi delle responsabilità. Addirittura può capitare che coppie che non vanno più d’accordo prendano un animale domestico così da alleviare le tensioni. Recenti studi sostengono che i bambini che crescono insieme agli animali abbiamo un rischio minore di contrarre infezioni respiratorie ed allergie: la loro presenza aiuterebbe a rafforzare il sistema immunitario. Nel 1964 lo psichiatra infantile B. M. Levinson ha coniato l’espressione pet therapy per definire l’uso di animali da compagnia nella cura di malattie psichiatriche. Lo scopo di tale terapia è migliorare la vita di alcune categorie di persone, come bambini affetti da autismo o da sindrome di Down, individui con problemi motori o comportamentali. Un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 ha definito come cura ufficiale la pet therapy, riconoscendo il ruolo che un animale può avere nella vita affettiva di una persona e la sua valenza terapeutica.

Classe 1E

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