Donne, strada in salita per la parità

L’articolo 3 della Costituzione riguarda i diritti dei cittadini che devono godere di pari dignità sociale ed economica e devono essere eguali davanti alla legge. Per questo la Repubblica ha il compito di eliminare gli ostacoli che impediscono lo sviluppo della persona e l’effettiva partecipazione di ogni cittadino alle organizzazioni dello Stato. Tra questi diritti abbiamo scelto di parlare della parità di genere intesa come uguaglianza nell’ambito lavorativo, sociale ed economico. La parità di genere è uno dei diritti fondamentali che permette alle donne di partecipare attivamente alla costruzione della pace e dell’uguaglianza. Nonostante la nostra esperienza di adolescenti sia diretta verso l’uguaglianza reale, le donne stanno continuando a subire violenze in ogni parte del mondo. Nel corso della nostra vita ci è capitato poche volte di essere considerate inferiori ai maschi, forse perché non ci abbiamo mai riflettuto attentamente e comunque, poche volte non sono zero. Probabilmente alla maggior parte delle ragazze è stato detto più volte di non uscire da sole. Apparentemente, anche questo avvertimento sottolinea il fatto dell’inferiorità delle donne in pericolo in un mondo di maschi. Nella nostra generazione le donne stanno riuscendo a raggiungere la parità con gli uomini. Se questa parità verrà raggiunta in tempi brevi, noi, quando cresceremo, non ci dovremo sentire al di sotto di nessuno come le generazioni passate si sono dovute sentire. In base ai dati statistici dell’Istat, il numero delle donne laureate è maggiore rispetto a quello degli uomini; nelle professioni scelte, però, gli uomini raggiungono più successo e a pari lavoro le donne hanno 350 minuti al giorno non retribuiti e anche per questo guadagnano il 40 % in meno. Le donne sono costrette a lavorare il doppio degli uomini allo scopo di raggiungere gli stessi obiettivi. Nonostante abbiano un livello di istruzione più alto, spesso sono sottoposte di uomini con un livello di istruzione più basso. Per modificare questa situazione, nel passato ci furono diverse lotte come quella per il diritto al voto che le donne in Italia hanno ottenuto nel 1945. Anche in politica le donne con incarichi importanti sono meno degli uomini. Alcuni esempi sono Leonilde Iotti che venne eletta per tre volte di seguito presidente della Camera dei deputati dal 1979 al 1992 e Laura Boldrini che è la terza donna della storia dell’Italia Repubblicana a ricoprire tale carica. Attualmente Maria Elisabetta Alberti Casellati è la presidente del Senato della Repubblica ed è la prima donna a ricoprire questo ruolo. Resta ancora un dato su cui riflettere: nel mondo, su 193 paesi, solo 10 hanno una donna come capo di governo.

Classe 3A

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