“Attenti al clima: cambiamo strada”

Abbiamo intervistato Alessandro Bottacci, direttore delle Foreste Casentinesi per capire il grave problema che ci affligge. 1. Quali sono le cause che hanno contribuito a determinare i cambiamenti del clima? «I cambiamenti climatici sono sempre esistiti, ma ciò che caratterizza la nostra epoca è la rapidità del cambiamento. La velocità è troppo elevata perché gli ecosistemi e i loro organismi possano adattarsi. Le cause sono tutte ascrivibili all’Uomo. L’uso dei combustibili fossili e del legno, che immettono grandi quantità di anidride carbonica; l’immissione di gas che provocano l’effetto serra; la forte riduzione della superficie forestale che riduce la trasformazione dell’anidride carbonica in ossigeno attraverso la fotosintesi. Il risultato è l’aumento della temperatura media del Pianeta. 2. Quali potrebbero essere i cambiamenti climatici in un contesto come il nostro? «A breve una maggiore difficoltà di sopravvivenza e di riproduzione degli alberi, la riduzione della neve, meno acqua negli strati profondi del terreno, estati più calde, aumento dei fenomeni atmosferici estremi, (uragani e temporali). I venti saranno più impetuosi e provocheranno danni per sradicamento o stroncamento di alberi e incendi più pericolosi. Ma le foreste del Parco sono evolute e meno vulnerabili ai fenomeni estremi. 3. Quali effetti sociali ed economici potrebbero avere i cambiamenti sulla popolazione mondiale? «Già da ora molte aree del Pianeta non possono più sostenere la presenza delle popolazioni presenti. L’aumento delle aree desertiche o di quelle alluvionate impedisce l’agricoltura e l’allevamento. Sempre più persone si sposteranno in cerca di aree vivibili e ci saranno conflitti tra le popolazioni per l’uso delle risorse. In un futuro prossimo, potremmo avere un aumento delle migrazioni “climatiche” e una intensificazione dei conflitti, per le fonti energetiche ed i minerali strategici, ma anche per l’acqua dolce e i suoli fertili». 4. Quali consigli ci dà per migliorare la situazione? «Agire su due livelli: uno mondiale ed uno locale e personale. A livello mondiale la politica dovrà adottare misure di risparmio energetico, tutela ambientale, rapida riduzione delle emissioni di anidride carbonica, tutela delle foreste e fare scelte economiche diverse. A livello locale e personale occorre spingere perché si fermi lo spreco del suolo, il taglio dei boschi, il risparmio e la tutela delle risorse idriche, la limitazione degli sprechi, il risparmio energetico domestico, limitare l’uso delle auto e privilegiare il trasporto pubblico. 5. Ci sono sempre più spazi disboscati, che ne pensa? La perdita delle foreste è un grave danno. Non si dà importanza a quanto le foreste siano fondamentali. Fondamentale è che i tagli siano fatti con cautela.

Classi 2A, 2C

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