5 Sterline per salvare i bambini

Nel 1919, in Europa, in particolare in Austria e in Germania, dilaga la fame. Arrivano notizie di madri che, disperate, uccidono i propri figli che non riescono più a nutrire. La Prima Guerra Mondiale è finita da poco e l’Austria è allo stremo perché le nazioni vincitrici non vogliono togliere il blocco navale: i rifornimenti alimentari verso gli ex imperi centrali vengono infatti bloccati dalla Francia e dall’Inghilterra per indurre gli sconfitti ad accettare condizioni di resa sempre più dure. Tutto ciò grava sulla popolazione civile e i più colpiti sono i bambini. A millecinquecento chilometri di distanza, a Trafalgar Square, una donna, Eglantyne Jebb, manifesta contro il blocco navale, distribuendo volantini del “Fight the Famine Council”, l’organizzazione che aveva fatto nascere con la sorella Dorothy per ottenere dal governo inglese lo sblocco degli aiuti alimentari verso i Paesi del centro Europa. Eglantyne decide di inserire nei volantini immagini di bambini denutriti, dal ventre gonfio, convinta che la fotografia possa essere un’arma umanitaria utile a sensibilizzare le persone, facendole entrare nel dolore degli altri. La distribuzione dei volantini non è stata autorizzata e per questo l’attivista viene fermata e arrestata con la sorella. La pena è una multa di cinque sterline, una pena simbolica, che viene pagata loro dal procuratore capo, Archibald Bodkin. Queste cinque sterline sono la base di partenza per affiancare all’opera di pressione e sensibilizzazione contro il blocco navale un’altra iniziativa: una raccolta fondi per soccorrere subito le popolazioni colpite dalla fame e, in particolare, i bambini. Un progetto che si chiamerà “Save the Children Fund”. In poco tempo le cinque sterline diventano più di un milione, distribuite in aiuti ai bambini di venti paesi diversi. L’azione di Eglantyne non è vista di buon occhio: l’Inghilterra ha perso mezzo milione di uomini nella Grande Guerra e quelli che l’attivista vuole salvare sono “i figli dei nemici”; ma per Englantyne la sofferenza non ha confini geografici o politici, bisogna abbattere le barriere alzate dai nazionalismi e soccorrere tutti i bambini che tendono le braccia in cerca di aiuto, che siano inglesi, francesi, austriaci e tedeschi. Save the Children ancor oggi viene finanziata attraverso i soldi raccolti da privati cittadini, è attiva in 118 paesi ed ha come obiettivo quello di garantire ai minori di crescere sani, ricevere una buona educazione ed essere protetti, portando avanti attività e progetti in tutti i paesi del mondo, sviluppati e non. Il logo di Save The Children rappresenta un bambino stilizzato che tende le braccia verso l’alto ed è l’adattamento del putto in fasce che Andrea della Robbia ha messo al centro dei suoi medaglioni di terracotta di affissi sulla facciata del porticato esterno dell’Ospedale degli Innocenti a Firenze.

Classi 3B, 3C

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