Campionato di Giornalismo la Nazione

Empoli scomparsa

QUEST’ANNO ricorrono i 900 anni dalla fondazione della nostra città. È un evento importante che ci porta un po’ a riflettere sulla nostra cittadina e sui mutamenti che negli anni ha avuto e, soprattutto, di quelli che noi giovani abbiamo notato. Nell’ultimo secolo Empoli ha subito molti cambiamenti. Alcuni a causa della guerra e altri a causa di necessarie trasformazioni urbane che hanno sepolto una parte della storia della nostra città. Alcune parti dell’Empoli storica sono totalmente scomparse. Un cambiamento recente è quello di piazza della Vittoria, che prima del 1943 si chiamava piazza Vittorio Emanuele II, in onore al re d’Italia. L’odierna piazza presenta la statua della Vittoria Alata costruita tra il 1923 e il 1925, anno in cui è stata inaugurata, in ricordo dei caduti della prima Guerra Mondiale. Empoli è sempre stata una cittadina molto laboriosa e impegnata nell’artigianato. Della tradizione vetraria empolese è necessario ricordare la vetreria Taddei, di cui rimane solo il troncone di una delle cinque ciminiere, a memoria degli operai morti e di quelli deportati nei campi di concentramento tedeschi in seguito al triste episodio di rastrellamento dell’8 marzo 1944. UN’ALTRA parte scomparsa è il Ghetto degli Ebrei demolito tra il 1926 e il 1932 per far spazio all’attuale piazza del Popolo, tutt’oggi ancora in fase di trasformazione. Della cinta muraria del 1452 non rimangono che brandelli. Sopravvivono il Torrione Santa Brigida e la Porta Pisana, purtroppo ferita e rimasta danneggiata dalla guerra. Oggi la vediamo scapitozzata e privata della sua originale imponenza. Sorte peggiore è toccata a Porta Fiorentina abbattuta per “esigenze urbanistiche” nel 1839. Non molto lontano, in piazza Ferrucci avremmo potuto trovare il loggiato ad archi dove si svolgeva il mercato della frutta, abbattuto nel 1940 per far posto a gli oramai ex bagni pubblici. DELLA tradizione empolese facevano parte i cosiddetti navicelli, piccole imbarcazioni che fin dall’antichità servivano a trasportare le merci per distanze di lunga percorrenza sulle acque dell’Arno e che sono andati a scomparire dopo la costruzione della ferrovia. E infine come non ricordare il salotto buono di Empoli che aveva il suo punto d’incontro al Bar Italia all’incrocio tra via Ridolfi e via del Giglio oggi trasformato in negozio. Per fortuna alcuni monumenti ed edifici storici sono sopravvissuti ai cambiamenti e agli eventi, come la Collegiata e la fontana detta “dei leoni” in piazza Farinata degli Uberti, molte chiese e palazzi storici che rimangono a testimoniare una storia millenaria della nostra città.

Classe 2Q

PER VISUALIZZARE LA PAGINA CLICCA QUI