Campionato di Giornalismo la Nazione

Legalità, valore da coltivare

«È MEGLIO non vivere piuttosto che non amare». Questa è la frase con la quale Roberto Pennisi ha esordito in occasione del suo intervento presso il nostro istituto, sottolineando l’importanza della parola amore, la quale riesce perfettamente a definire il significato del termine «legalità». Lo stesso verbo «amare», oltre a delimitare il significato di giuridicità, vuol esprimere il concetto di dare, offrire ed essere sempre pronti ad aiutare il prossimo e non di prendere, afferrare con meschinità. Inoltre, riflettendo sul valore della solidarietà, ha proseguito sottolineando l’importanza dell’istruzione come base di un vivere civile. «L’IGNORANZA – ha citato Pennisi – è la più grande alleata dell’illegalità, di cui la mafia ne è la massima espressione. E il miglior strumento per contrastarla è la cultura. Nessuno di noi, infatti, potrà dirsi un uomo libero se non la coltiva». Un chiaro invito per noi ragazzi alla disponibilità, alla condivisione, all’impegno nello studio e nella conoscenza, in quanto le varie forme di violenza criminale nascono e si sviluppano proprio su un terreno privo di questi principi. Il ricordo è poi andato a coloro che il magistrato ha definito come «i più grandi campioni dell’antimafia»: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici e Rosario Livatino. «Paolo, che era il più estroverso, sosteneva che se la mafia attiva consensi, è compito della scuola rovesciare questo percorso perverso », ha continuato il giudice, ribadendo ancora una volta l’importanza di costruire un’identità sia personale sia sociale con l’istruzione. «Le organizzazioni criminali possono contare sul potere dei soldi. La mafia agisce anche in questi territori, attraverso la capacità del denaro di acquisire i diversi ambiti dell’economia» ha precisato poi il magistrato che da decenni lotta contro ogni forma di corruzione, sottolineando la sua ferma volontà. «Vedo i vostri occhi e capisco che è giusto così. Che vale la pena lottare per affermare il valore della legalità». UN ULTIMO ricordo è stato rivolto a Giuseppe Peppino Impastato, il giovane giornalista siciliano che con le parole si era proposto di combattere un nemico più grande e più forte per il bene di sé stesso, ma anche e soprattutto per quello degli altri. Che la determinazione di questi personaggi sia per noi ragazzi un modello da seguire, al fine di diventare delle vere e proprie «sentinelle della legalità »: un progetto di cittadinanza partecipata in cui ognuno di noi, in un futuro di consapevolezza, utilizzi le conoscenze come strumenti attivi per una lettura attenta della realtà circostante.

Classe 3B

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