Campionato di Giornalismo la Nazione

Babbo: presente?!

E’ UN DATO DI FATTO Che le madri sono molto più coinvolte dei padri nella vita scolastica dei figli. Basta osservare quando i ragazzi vengono portati o ripresi da scuola, i colloqui con gli insegnanti, la rappresentanza dei genitori, i partecipanti agli incontri per parlare delle numerose attività che coinvolgono i ragazzi: gite, Trinity, scambio culturale, festa di fine anno. Per ogni padre presente, ci sono almeno 10 madri: un rapporto fortemente sbilanciato e che rimane pressoché invariato anche fuori dalla scuola. Chi ci compra il materiale scolastico, chi ci segue nello studio controllandoci i compiti o prestando un orecchio quando ripetiamo la lezione, chi decide di affiancarci un aiuto esterno o ci firma le giustificazioni per le assenze o per non essere adeguatamente preparati, sono sempre loro: le mamme. Ciò è abbastanza strano dal momento che la figura paterna ha acquistato negli anni sempre più importanza nella crescita e nella cura dei figli. Noi siamo figli di padri che hanno spinto passeggini, preparato farinate, cambiato pannolini, e allora? Perché sono più assenti laddove invece noi ragazzi ne abbiamo più bisogno? Lo abbiamo chiesto ai nostri padri. La maggior parte di loro adduce come motivazione il lavoro che li assorbe per molte ore al giorno. Aurora fa tuttavia presente che rispetto al passato in cui i ruoli erano divisi in modo più netto – i babbi a lavoro e le mamme a casa – oggi anche le mamme lavorano e questo non le distoglie dall’occuparsi anche del percorso scolastico del figlio. Allora forse la risposta è un’altra: seguire un figlio a scuola comporta l’avere pazienza, sapersi sacrificare, rendersi comunque disponibili ad occupare quel poco tempo che il lavoro lascia liberi, caratteristiche tipicamente femminili. LE MAMME aggiungono il fatto che hanno poca fiducia nella capacità dei loro mariti di colloquiare con i docenti perché spesso si accontentano di un «va bene», «va male» senza indagare le motivazioni che sottendo un impegno o una motivazione scarsi. Anche i nostri insegnanti reclamano una maggiore presenza dei babbi a scuola perché rispetto alle madri sanno ascoltare di più, non si fanno carico dell’insuccesso dei figli riuscendo ad avere una visione più obiettiva e sono emotivamente meno coinvolti. Alcuni padri hanno aggiunto che inizieranno ad occuparsi della scuola quando i figli andranno alle superiori per accompagnarli in un processo di crescita in cui non è più prioritario l’accudimento ma il saperli affiancare con autorevolezza nella conquista di una maggiore autonomia. Insomma è come dire «da piccoli siamo delle madri e da grandi siamo dei padri» anche se invece la condizione ideale sarebbe «siamo sempre di tutti e due».

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