Campionato di Giornalismo la Nazione

Che bolle in pentola?

PORCHETTA, panzanella, ribollita e cacciucco sono tutti prodotti tipici della Toscana, che sono diventati il suo biglietto da visita per il mondo intero. Il cacciucco è una particolarità del menù toscano, che è quasi completamente legato agli ingredienti di terra. Esso è uno dei pochi piatti della Toscana a base esclusivamente di pesce. Esistono diverse varianti, ma le più conosciute sono quelle “alla Livornese” e “alla Viareggiana”. La panzanella è uno tra i 21 piatti più richiesti dai turisti, ma ugualmente apprezzato dagli stessi toscani. La potremmo definire la versione estiva della minestra di pane e verdure, cibo povero ma saporito. La ribollita è un piatto invernale, è una dei pochi piatti vegani della cultura toscana. Ma non possiamo dimenticare l’infinita varietà dei piatti di carne. L’elenco è lunghissimo. La porchetta, ad esempio, è uno degli affettati più buoni in Toscana: è carne di maiale e uno dei suoi pezzi più richiesti è la cotenna. Uno degli antipasti più famosi in Toscana sono i crostini ai fegatini di pollo, che è uno dei piatti più rustici della regione. E che dire della fiorentina? Un piatto che tutto il mondo ci invidia e che per noi toscani è un orgoglio e quasi un culto. I piatti tipici toscani sono il frutto della tradizione e della cultura rurale del nostro territorio. La Toscana è regione che può vantarsi di offrire a chi ci vive e a chi la visita un vero e proprio viaggio gastronomico e culturale, fatto di gusti e sapori tutto da scoprire e apprezzare. Anche i vini non sono da meno dei cibi. Alcuni nomi sono noti in tutto il mondo. In alcune zone della regione, alcune colline sono interamente dedicate alla viticoltura per la produzione vinicola. Un nome per tutti? Il Chianti, un nome oramai sinonimo di vino di altissima qualità. Anche altri vini sono molto importanti, ad esempio il Nobile di Montalcino. TUTTA questa ricchezza gastronomica è frutto dell’antica vocazione agricola della nostra regione, fonte di ricchezza primaria. Oggi ci accorgiamo che per un lungo periodo il terzo settore ha sopraffatto il lavoro agricolo per il numero di occupati. In questi anni di crisi economica, pensiamo che sia indispensabile ritornare alla terra, soprattutto alle colture tipiche del territorio. Esse sono ricchezze che devono continuare a essere valorizzate perché uniche nel mondo. La crisi si può affrontare e vincere sulle tavole italiane e mondiali. È una proposta semplice, ma sicuramente non banale. La nostra regione è una terra magnifica e generosa. Tocca a noi renderne onore e farla conoscere e apprezzare nel mondo, magari prendendo per la gola.

Classe 2Q

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