Campionato di Giornalismo la Nazione

Musica nel tempo

LE NOTE, un linguaggio universale che accomuna popoli e culture. Tutti ascoltano la musica, non importa se bianchi o di colore, felici o tristi soli o in compagnia; musica è passatempo, sfogo, piacere, riflessione, ricordo... è uno stimolo a conoscersi e a conoscere. E così trascorrono gli anni, i periodi e i generi musicali cambiano per esprimere in modi diversi gli stati d’animo dell’uomo di tutti i tempi. Il disco girava e le parole scorrevano, i giovani acquistavano i 45 giri e le case discografiche aumentavano: parliamo degli anni 60-70 del ’900 epoca della quale possiamo solo leggere notizie sui libri di storia musicale. Noi, generazione del 2000, possiamo oggi scaricare facilmente brani da You Tube senza dover affrettarci a cercare il primo negozio di dischi per la paura di non trovare l’ultima uscita del nostro cantante preferito e in un batter d’occhio impararci le canzoni che un tempo, a detta dei nostri genitori, venivano pubblicate su Tv Sorrisi e Canzoni. Ci viene raccontato quanto la musica abbia cantato l’amore e quanto le canzoni da spiaggia, pur non essendo di eccelso valore, abbiano conferito agli anni ’60 un’atmosfera spensierata e vitale. Calipso, Cha Cha Cha e Twist hanno favorito la nascita di emozioni e sentimenti nonché i primi approcci a un bacio mai dimenticato. E’ questa la magia della musica? Proviamo anche noi le stesse sensazioni? Il nostro è un mondo in cui si cantano molto i problemi e i sogni lontani, una musica a volte trasgressiva a volte più attenta alle emozioni...ma è sempre melodia. I cantanti stranieri si alternano a quelli italiani e ricordano i tempi in cui i primi Festival richiamavano l’attenzione dei cantanti di altri mondi e le ‘cover’ permettevano un interscambio perfetto. Oggi il rap è l’espressione fedele del ...mondo circostante...fino a trasformarsi in trap, un genere musicale che nasce dal basso con brani autoprodotti e caricati su You Tube; è il genere del “riscatto” nato da coloro che cercano un’affermazione, un ruolo sociale e pertanto cercano la provocazione. Ma non è vero che qualcosa di simile è stato anche il Rock? Ebbene leggiamo che qualcuno come i Pink Floyd e i Rolling Stones divennero inni generazionali, strumenti per esprimere messaggi importanti insomma lo specchio di una società. E’ dunque innegabile che cambiano i tempi, ma non cambiano i bisogni dell’individuo di esprimere i propri sentimenti e così la commistione musica e società si conferma in ogni epoca. Oggi siamo nell’era in cui la solitudine dell’individuo viene attenuata con qualcosa di materiale da esibire, qualcosa che ponga l’io al centro di tutto con l’irrefrenabile bisogno di emergere per farsi posto in una società sempre meno attenta alla persona, che lesina una carezza in funzione di paradisi promessi dalla globalità sociale, che abbraccia tutto per non stringere niente.

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