Campionato di Giornalismo la Nazione

Essere o non essere social?

OGGI per noi i social sono una risorsa indispensabile, infatti spesso notiamo persone, soprattutto ragazzi, che guardano continuamente il telefono e controllano i nuovi post. Sono uno strumento di condivisione, comunicazione e informazione; di per sé non comportano problemi, ma è l’uso scorretto che ne facciamo a renderli pericolosi. I SOCIAL occupano la maggior parte del nostro tempo, ci forniscono una diversa percezione della realtà che ci fa distaccare dal mondo; infatti ci portano a mettere in secondo piano gli amici reali, considerando di più quelli virtuali, non sapendo chi si possa nascondere dall’altra parte dello schermo. Ci hanno tolto la nostra privacy esponendoci maggiormente all’azione dei pedofili, argomento che trattiamo in modo più approfondito nell’articolo di spalla. Passando molto tempo sui social network perdiamo parte della nostra memoria, aumentando le possibilità di distrarci nelle nostre attività quotidiane. Sappiamo che se una persona passa molte ore online può sviluppare una dipendenza che può portarla a distaccarsi completamente dalla realtà. Nonostante tutto ci attraggono perché ci permettono di mantenere contatti a distanza e di condividere contenuti come foto e video. Inoltre ci offrono la possibilità di informarci su argomenti di studio e di interesse personale. Per alcuni possono anche essere fonte di distrazione e di conforto dopo lunghe giornate e momenti difficili. OLTRE ai pericoli creati dai pedofili, un’altra problematica molto diffusa è il cyberbullismo che consiste nell’offendere ripetutamente una vittima utilizzando foto, video e commenti spiacevoli che si diffondono in modo incontrollato su tutto il web. Questo fenomeno è così grave che ha perfino portato alcuni adolescenti al suicidio, tanto che nel 2017 è stata emanata una legge contro il cyberbullismo. Forse quello che sta alla base del problema è il fatto che il bullo attraverso uno schermo non si rende conto della sofferenza altrui. A pensarci bene un tratto che emerge dalla nostra indagine riguarda la scarsa conoscenza del mezzo. Per questo è importante che le scuole organizzino incontri con la polizia postale per informare le famiglie. Infatti molti non sono consapevoli dei rischi collegati ai social e non sanno di infrangere la legge iscrivendosi a un’età inferiore a quella prestabilita, come potete leggere nell’articolo di taglio. Insomma, dopo le nostre ricerche abbiamo capito che i social possono essere nocivi se ne viene fatto un errato utilizzo e dobbiamo stare attenti a che cosa postiamo, perché dalla rete i nostri post non possono essere tolti mai più.

Classe 3A

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