Campionato di Giornalismo la Nazione

Il giorno della lingua madre

IL 21 FEBBRAIO di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre, per valorizzare le diversità linguistiche e culturali presenti nelle nazioni di tutto il mondo. A proclamare questa ricorrenza - non molto nota, ma non per questo secondaria rispetto alle altre - fu nientemeno che l’Unesco nel 1999, per commemorare un fatto tragico avvenuto appunto il 21 febbraio del 1952: in quella data infatti alcuni studenti universitari furono uccisi dalla polizia pakistana, mentre manifestavano per il riconoscimento giuridico della loro lingua madre, il bengalese. Siamo rimasti molto colpiti da questa vicenda: come è possibile morire per rivendicare il diritto di parlare la nostra lingua? Ci sembra così naturale usarla, che non comprendiamo come in altre parti del mondo non sia accettata la pluralità linguistica. «UNA LINGUA è ben più di un mezzo di comunicazione: è la condizione stessa della nostra umanità. In essa vi si trovano i nostri valori, le nostre credenze, la nostra identità. Grazie ad essa si trasmettono le nostre esperienze, le nostre tradizioni e le nostre conoscenze. La diversità delle lingue riflette l’irriducibile ricchezza del nostro immaginario e dei nostri stili di vita»: queste le parole di Audrey Azoulay, Direttore Generale dell’Unesco, che fanno riflettere sul fatto che chi non può usare liberamente la propria lingua, non ha neanche modo di esprimere sé stesso. Secondo Andrea Scibetta, mediatore linguistico esperto di cinese che abbiamo intervistato in classe e che contribuisce alla gestione de “L’AltRoparlante”, un ampio progetto che coinvolge anche una delle scuole primarie di Cerreto Guidi e due classi della secondaria di I grado, «è importante celebrare il 21 febbraio per non sottovalutare la ricchezza di una società plurilingue. Infatti con “L’AltRoparlante” cerchiamo non solo di insegnare qualche parola di cinese agli alunni italiani, ma anche di non far dimenticare agli alunni cinesi la loro lingua madre». QUINDI tutte le azioni volte a tutelare le lingue madri serviranno a incoraggiarne l’uso e a stimolare la tolleranza tra le persone, perché in fondo, anche se parliamo lingue diverse, siamo tutti uguali, e nessuno al mondo dovrebbe subire il divieto di esprimersi nella propria lingua. La nostra classe, ad esempio, è colma di lingue e culture diverse, che dialogano e si accettano reciprocamente. Tra le lingue madri, oltre all’italiano, si contano l’albanese, il polacco, il cinese, il filippino... e siamo tutti amici, perché ognuno rispetta le origini e la lingua dell’altro. Per questo ci promettiamo di festeggiare tutti i prossimi 21 febbraio.

Classe 2C

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