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Il lunedì più brutto dell’anno

«HO SEMPRE PENSATO che il lunedì fosse il giorno più brutto della settimana…ma non fino a questo punto», recita un meme fra i tantissimi che circolano su Internet a proposito del primo odiato e temuto giorno della settimana. Tra questi, numerosi ritraggono volti di bambini piangenti o scene di film noti con attori dalle espressioni altrettanto disperate corredati da frasi spiritose, oppure spopola anche la faccia del royal baby George connotata da uno sguardo di disgusto ironicamente rivolto ai «poveri ». Quanti di noi non hanno mai pensato di cancellare per sempre questo giorno dal calendario e dalle agende? Probabilmente tutti. Chi non ha mai sognato di tornare comodamente alle vacanze estive al suono della terribile sveglia del lunedì mattina? Probabilmente tutti. Chi non vorrebbe, invece, sfruttare il cielo azzurro, che solitamente capita di lunedì, per concedersi una giornata al mare o un pic-nic nel parco, anziché rinchiudersi in un ufficio o in un’aula o, nel peggiore dei casi, piegati sul telefono? Probabilmente tutti. LO SCORSO 21 GENNAIO, però, non è stato un semplice lunedì come tutti gli altri, bensì il peggiore. Il cosiddetto «Blue Monday», non un «lunedì blu», come molti potrebbero aver pensato, ma il lunedì più triste dell’anno. Proprio sull’ambivalenza dell’aggettivo «blue» hanno giocato gli sceneggiatori del cartone animato prodotto dalla Disney e distribuito nelle sale cinematografiche italiane nel settembre 2015, in cui il personaggio che rappresenta la tristezza è, appunto, di colore blu. QUESTA DEFINIZIONE corrisponde solitamente al terzo lunedì del mese di gennaio, ritenuto il giorno dell’anno più deprimente per le nazioni dell’emisfero boreale, a cause delle scarse ore di luce e del Natale appena trascorso, nella nostalgia dei momenti conviviali e nel timore delle eccessive spese per i regali. È quel giorno in cui non solo vorremmo darci malati per non andare a lavoro o a scuola a svolgere mansioni ingrate, ma vorremmo proprio deprimerci, rinchiuderci in casa, sotto le coperte, a guardare Netflix o ad abbandonarci al sonno profondo o all’autocommiserazione, ascoltando canzoni avvilenti e ingozzandoci di gelato. IL BLUE MONDAY è comparso per la prima volta nel 2005, ideato dal dottor Arnall, dell’Università di Cardiff, su commissione della compagnia di viaggi britannica Sky Travel, come ricerca di mercato su quale fosse il miglior periodo per vendere pacchetti vacanze. La pubblicità è diventata subito stile di vita, laddove in Gran Bretagna sono diffuse campagne di prevenzione per gli effetti da Blue Monday. Geniale, come blu è il genio.

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