Campionato di Giornalismo la Nazione

Cento passi contro le mafie

I RAGAZZI delle classi terze della scuola media di Vicchio hanno intrapreso un percorso chiamato “I 100 passi verso la legalità”, che li ha portati dallo studio della storia della mafia in classe, con interventi di esperti tra cui Angelo Corbo, un agente della scorta sopravvissuto alla strage di Capaci, ai luoghi dei fatti di mafia in Sicilia dove si sono recati gli alunni della sezione A. Il 5 marzo sono partiti alla volta di Corleone dove sono stati ospitati in un ostello sottratto alla mafia e poi si sono recati a Portella della Ginestra dove hanno incontrato Serafino Petta, 87 anni, l’ultimo sopravvissuto alla strage del 1947. Era il 1° maggio e i contadini stavano, per la prima volta, festeggiando con le famiglie la festa del lavoro; da una collina vicina spararono sulla folla uccidendo 11 persone e ferendone molte altre. A distanza di molti anni non sono stati ancora individuati i mandanti della strage. Il giorno seguente i ragazzi sono stati a visitare i terreni confiscati alla mafia che vengono coltivati da cooperative a cui partecipano anche molti giovani che sfidano, con il loro lavoro di ogni giorno, la mafia in casa sua: la cooperativa “Lavoro e non solo” gestisce 150 ettari di terreni tra Corleone e Canicattì che erano di Provenzano e Riina, li lavora biologicamente producendo legumi, grano, pomodori e vino Nero d’Avola. In seguito si sono recati alla Bottega della legalità, un museo a Corleone realizzato in casa di Bernardo Provenzano che si pone l’obiettivo di rappresentare e presentare un percorso di resistenza alla mafia durato oltre 100 anni. La tappa successiva è stata Cinisi, paese natale di Peppino Impastato e del mandante del suo omicidio Gaetano Badalamenti, avvenuto il 9/5/1978. Col suo corpo fu inscenato un finto attentato alla ferrovia e per molti anni solo la madre Felicia ha continuato a sostenere che era un omicidio di mafia, fino ad ottenere la condanna di Palazzolo e Badalamenti nel 2002. Molti altri sono gli eroi caduti nel combattere Cosa Nostra: il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ucciso nella sua auto il 3/9/1982, il giudice Rocco Chinnici, fondatore del pool antimafia, ucciso da un’autobomba davanti a casa sua il 29/7/1983, il giudice Giovanni Falcone morto nella strage di Capaci il 23/05/1992, con 500 kg di tritolo posizionati sotto l’autostrada, il suo amico e collega Paolo Borsellino ucciso due mesi dopo in via D’Amelio con un’autobomba davanti all’appartamento della madre. Al loro ricordo è stata dedicata la tappa di Palermo, prima del viaggio di rientro, con la certezza di voler percorrere la via della legalità ogni giorno.

Classi 5A, 5B, 5D

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