Campionato di Giornalismo la Nazione

Il mondo delle fake news

NEL VOCABOLARIO della lingua italiana si trova una parola oggi uscita di “moda”, MALDICENZA che significa abitudine di fare discorsi malevoli sugli altri, chiacchera malevola o calunniosa. A chi di noi non è mai capitato di essere oggetto di scherno o calunnia da parte di altri? Un fenomeno ormai molto diffuso sono le maldicenze o come vengono chiamate dal popolo social le fake news. Per fake news si intendono tutte quelle notizie che pur non avendo nessun fondamento reale circolano in rete, sui social o tramite mezzi di comunicazione tradizionali. CI SONO però dei casi in cui le fake news non sono totalmente false, queste notizie colpiscono soprattutto l’emotività, i pregiudizi e le aspettative dell’immaginario comune. Pettegolezzo o maldicenza? Il confine tra il ‘sano’ pettegolezzo che mette allegria, e la maldicenza che affonda le radici nella calunnia e sconfina nella morbosità sta anche nella quantità di tempo che viene dedicata. Un conto è avere un’informazione, ritrasmetterla a un paio di altre persone, magari commentarla o arricchirla un po’, e non pensarci più. Un altro conto è andare in continuazione alla ricerca di maldicenze da rimettere in circolo, magari anche continuare a ripensarci per giorni e giorni, rimpolparle di particolari supposti o, proprio, inventati di sana pianta. Chi aggiunge intenzionalmente a un fatto vero altre cattiverie del tutto gratuite, perfettamente consapevole di danneggiare l’interessato, rischia di diventare un cinico e un disonesto. Perché si diffondono queste cosiddette bufale? Alcune vengono diffuse per provare a esercitare un’influenza politica, altre per fare propaganda su qualche tema di attualità e far circolare una certa linea di pensiero, per esempio, in questo momento su immigrazione, salute, ecc. In molti casi le false notizie una volta pubblicate sono diffuse dalle persone comuni con un passaparola che con i social è molto veloce. Spesso però non ci si rende conto di quando una notizia è vera o di quando è falsa. DA non molto tempo si sta cercando di combattere questo fenomeno deleterio soprattutto con iniziative di stampo culturale per fare in modo che le persone prima di tutto siano in grado di capire bene quello che stanno leggendo e perché si possa arrivare appunto a capire quando fidarsi e di chi fidarsi. La strada è ancora lunga per arrivare ad una certa sicurezza sull’informazione ma alcuni motori di ricerca come ad esempio Google, hanno introdotto una speciale etichetta che distingue le notizie verificate da quelle non verificate con l’obbiettivo di permettere a chiunque di orientarsi tra le varie fonti e discernerne la credibilità.

Classi 3A, 3B, 3C, 3D

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