Campionato di Giornalismo la Nazione

Alla moda o controcorrente

VESTIRSI, truccarsi, scegliere un taglio di capelli… Oggi, essere alla moda è una delle preoccupazioni principali, e non solo per i giovani, ma anche per gli adulti. Guardando come si vestono i ragazzi di oggi si capisce subito quali sono i loro gusti: pantaloni stretti, leggings non solo in tinta unita ma anche con disegni e fiorellini, magliette lunghe con disegni di personaggi famosi o di cartoni animati, sciarpe lunghe e foulard di ogni tipo; per i maschi pantaloni a vita bassa, capelli con la cresta o con il ciuffo, ma anche piercing e brillantino al dente. UNA delle mode più diffuse è portare le scarpe slacciate e far vedere la linguetta come nelle ‘All Stars’, nelle ‘Nike’ o nelle ‘Adidas’, ma si usano anche stivali e tacchi a spillo molto alti. I vestiti e le scarpe non sono gli unici oggetti a cui si fa caso: anelli, collane e orecchini per lo più lunghi, sacche firmate o zainetti con le borchie, perfino cartelle e astucci per la scuola sono accessori importanti che completano e arricchiscono il nostro look. Insomma la moda oggi è un fattore molto importante, qualcosa di cui non riusciamo a fare a meno. MA come era un tempo? Per i nostri avi la moda era così importante, oppure è un affare solo dei nostri tempi? Abbiamo fatto qualche ricerca e abbiamo messo a fuoco due aspetti che ci sembrano importanti. Primo: storicamente la moda nasce per precise funzioni sociali, cioè per distinguere le varie classi (nobili, religiosi, militari, ecc.); nasce cioè per differenziare, non per uniformare. Secondo: negli anni passati la moda era appannaggio solo delle persone ricche, che potevano permettersi di comprare certi tessuti e coloranti molto costosi (non esistevano i colori chimici di oggi, ma le tinture venivano estratti dal mondo minerale, animale e vegetale); i poveri si vestivano con abiti più grossolani, spesso di seconda mano, di colori poco costosi, come il grigio, e le loro scarpe erano in panno o legno. DUNQUE la moda è collegata al benessere, cioè alla ricchezza, perché richiede di investire denaro in cose che non sono affatto necessarie per la sopravvivenza, ma sono superflue. Facciamoci due domande. Pensiamo davvero che l’obiettivo principale del nostro modo di porci di fronte alle altre persone sia quello di cercare di uniformarci agli altri, vestendoci e agghindandoci come tutti, e non piuttosto quello di distinguerci cercando di esaltare i lati più particolari della nostra personalità? Siamo contenti di spendere tanti soldi per un mix di marche, o potremmo risparmiare o spendere quei soldi in altri modi? A ognuno la sua risposta.

Classe 1I - Tutor: Francesca Sboarina

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