Campionato di Giornalismo la Nazione

Un giorno a Ventignano

NEL CORSO dell’anno scolastico abbiamo parlato e riflettuto spesso in classe sull’autismo e per questo abbiamo deciso di approfondire la nostra conoscenza visitando un centro della Usl che nel nostro territorio offre servizi di supporto alle famiglie con figli autistici. Martedì 19 marzo alcuni di noi sono andati in compagnia della nostra insegnante a Ventignano. La Casa di Ventignano è un centro diurno di riabilitazione per i ragazzi autistici che si trova nel Comune di Fucecchio. Appena arrivati ci hanno accolto due dottori: il dottor Sales (direttore di neuropsichiatria) e il dottor Granchi. Abbiamo raccontato che noi abbiamo parlato a scuola di autismo e che in classe abbiamo una compagna autistica che il martedì e il mercoledì viene a Ventignano e quindi ci siamo chiesti che cos’é un centro diurno dove lei segue le terapie e che tipo di attività fa. Il Dottor Granchi ci ha detto cheil centro di Ventignano è un centro diurno riabilitativo che ospita dei ragazzi con questa patologia chiamata autismo e il Dottor Sales ci ha spiegato che l’autismo è un disturbo celebrale. Spiegato in parole povere è come se le parti del loro cervello non comunicassero come dovrebbero. Come se noi ci trovassimo in una stanza con tanti suoni e odori strani e non sapessimo come riconoscerli e reagire, quindi ci facciamo prendere dal panico e ci isoliamo cercando di non sentire più quei suoni e quegli odori. Le persone autistiche non capiscono come reagire e il centro diurno svolge delle cure, anche attraverso il gioco, che servono per fare riabilitazione e per aiutare i bambini autistici a interagire e socializzare con gli altri ragazzi. Molte attività vengono svolte all’esterno del centro, vanno a fare il pane, lavorano la ceramica, e tutto questo serve per far svolgere delle attività reali. I medici ci hanno spiegato che si nasce autistici. Le cause dell’autismo possono essere genetiche, perchè le cellule hanno un programma che esprimono come siamo fatti. Quando questo programma non funziona, queste cellule non riescono a comunicare bene tra di loro. Diventa un problema sempre più grave nella fase dello sviluppo. Per loro le cose non sono molto automatiche: se noi non dobbiamo pensare per fare un passo (ci viene spontaneo), gli autistici devono pensare ogni movimento che devono fare. Abbiamo capito che una cosa importante da dire ai genitori è che l’autismo non è dovuto ai vaccini. ESSERE un ragazzino autistico significa avere delle percezioni diverse da quelle che abbiamo normalmente: per esempio a volte è come se io ricevo una carezza, ma non riesco a percepire il contatto e non so che cos’è, magari lo sento troppo forte o a volte non lo sento. L’autismo dura tutta la vita e non se ne può guarire, ma si può migliorare. Hanno bisogno, crescendo, di fare cose diverse. Anche se hanno molte difficoltà non dobbiamo trattarli da sciocchi.

Classe 2E - Tutor: Simona Lazzerini

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