Campionato di Giornalismo la Nazione

La capsula del tempo

ALEXA, nove anni, si trova in giardino per testare la nuova app che rileva oggetti metallici attraverso dei sensori. All’improvviso il suo telefonino segnala qualcosa, così la bambina inizia a scavare fino a che non si imbatte in una curiosa capsula. La estrae da terra e la apre. All’interno c’è una lettera in carta ingiallita e, sul fondo, una foto di 24 ragazzi. Una scritta: Firenze, 2F, scuola Botticelli, anno scolastico 2018/2019. «CARI ragazzi del futuro, vi scriviamo perché sentiamo la forte esigenza di tramandare alcuni aspetti della vita che temiamo possano essere sopraffatti dalla tecnologia e così scomparire. Correre liberi in un prato, senza pensieri, col vento che ti scompiglia i capelli e finire la corsa a perdifiato, rotolando giù per una collina e ridere, ridere, ridere… ma voi lo fate ancora? Fermarsi a parlare con un amico su una panchina, scorgendo le emozioni che via via compaiono nei suoi occhi, l’espressione del suo volto unito ai gesti e l’unicità del suo sorriso; dialogare in italiano, perché l’inglese, per quanto importante, non esprimerà mai così bene ciò che abbiamo nel cuore; a proposito, l’italiano che fine ha fatto? Esistono ancora i nostri bellissimi dialetti? Conoscete la noia? Quella sensazione che all’inizio ci appare odiosa ma che poi ci spinge a fantasticare, a sognare, a creare nuovi giochi, aprendoci a nuove soluzioni e all’inventiva...ci rendiamo conto che se non ci fosse lei andrebbe perduto gran parte del divertimento. Porsi domande: quali sono i confini dell’universo? Da dove arriva tutto quello che vediamo? Vi succede ancora oppure avete già trovato una risposta per qualsiasi domanda? Speriamo di no, perché per noi la curiosità è motore di crescita. E poi... incontrarsi, guardarsi, piacersi, chiacchierare occhi negli occhi: abbiamo paura che questo in futuro possa essere sostituito solamente da incontri ed esperienze virtuali. Non ci possiamo neppure immaginare un futuro senza vere emozioni! Non lasciate scomparire tutto l’essenziale, perché è questo di cui abbiamo davvero bisogno. Conservate e tramandate la nostra capsula del tempo. Dalla 2F, scuola Botticelli ». ALEXA rimane delusa dal contenuto del suo ‘tesoro’, quindi lascia la capsula in mezzo al prato e, sovrappensiero, porta nella sua stanza la lettera e la posa sul comodino. Ogni tanto ripensa a quei ragazzi e alle loro parole; chissà se un giorno riuscirà a capirne il loro vero significato.

Classe 1F

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