Campionato di Giornalismo la Nazione

Adolescenti come funamboli

PERCHÉ abbiamo scelto questa immagine per definire la nostra condizione? L’adolescenza, è noto, è un’età particolare per tutti i cambiamenti cui il nostro corpo è soggetto: fisici e psicologici. “Dai tredici ai venticinque anni all’incirca”, secondo C. Mencacci, direttore del Dipartimento Salute Mentale e Neuroscienze degli ospedali Fatebenefratelli-Sacco, “il cervello si modella e assume la struttura adulta, acquisendo competenze cognitive, relazionali e affettive che resteranno sostanzialmente stabili nel resto della vita”. DURANTE questa fase, quindi, intrecciamo amicizie profonde e assaporiamo i primi amori, scegliamo indirizzi scolastici e acquisiamo competenze per entrare nel mondo lavorativo, costruiamo la nostra identità di adulti insieme ai pari e ci allontaniamo o almeno “tentiamo di essere diversi” dai genitori e dai parenti. Potrebbe essere un processo lineare e semplice. In realtà tutto si complica fino all’inverosimile. In primo luogo perché l’ambiente familiare è cambiato. Sempre più genitori divorziano, sempre più donne lavorano e l’attenzione ai figli può essere minore, tanto che noi ragazzini passiamo più tempo tra social e chat, luoghi deputati all’incontro e alla comunicazione. Sono spazi di condivisione in cui mettiamo in gioco la nostra immagine e identità digitale, in cui ricerchiamo l’approvazione dei nostri coetanei e vorremmo piacere a tutti a qualunque costo, venerando il falso mito dell’immagine; così, anche tra di noi, fatichiamo a distinguere il “vero” dalla finzione e spesso siamo spinti a fare scelte inconsapevoli di cui potremmo pentirci. Siamo funamboli, sì, perché come equilibristi, viviamo sospesi e avvertiamo il peso delle scelte. LA PAURA del futuro, in generale, e la voglia di indipendenza ci spingono a entrare in conflitto con gli amici ma anche con gli adulti e in particolare con i genitori e i nostri insegnanti, un ostacolo alla nostra indipendenza e al nostro bisogno di trasgressione perché vogliamo dimostrare a noi stessi prima che agli altri di essere forti, di essere capaci, di essere nel giusto. Un turbinio di emozioni negative e positive si incontrano e si scontrano nel nostro animo e spesso non siamo in grado di fronteggiarle o di canalizzarle correttamente. Dovremo imparare a farlo perché i rischi in cui possiamo incorrere, lo abbiamo capito grazie a questo reportage di giornalisti in erba, sono molti purtroppo.

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