Campionato di Giornalismo la Nazione

Vestiti dai fashion blogger

QUANDO la moda è come le ciliegie: uno stile tira l’altro. Giorgio: «Mio fratello fa un risvoltino spesso così!» Serena: «Ho visto ragazzi che portano i jeans così bassi che si vedono le mutande sotto, a meno che non abbiano una maglia oversize». G.: «E quelle ragazze che hanno la gonna cortissima, senza calze e con le maglie corte, in pieno inverno?» S: «E quei jeans, così strappati che fai prima a non metterli?» G.: «Sì, e le scarpe-calzino dove le metti?» S.: «Secondo me, son ganzissime le giacche col cappuccio che puoi chiudere completamente e hanno i buchi per gli occhi!» G.: « Basta che non ti metti i pantaloni a zampa d’elefante, ché li aveva mia nonna...» S.: «A me piacciono. Piuttosto, odio quei pantaloni col cavallo basso, che indossate tu e i tuoi amici. Sembra che abbiate il pannolone!». Così parlavano l’altro giorno i nostri due compagni, durante la ricreazione. Pian piano ci siamo aggiunti tutti. Abbiamo scoperto che, in generale, ci piace molto seguire le tendenze, ma non siamo per la moda ad ogni costo. Preferiamo agire con moderazione, soprattutto quando fa freddo per indossare certe cose, quando hai fretta e devi muoverti con facilità, quando devi adattarti a certi luoghi con certe regole. A questo proposito, abbiamo iniziato a elencare altre mode, forse più durature, e ci sono venuti in mente tatuaggi, piercing, e altre alterazioni. Ne abbiamo trovate di tutti i tipi in rete e, a dire la verità, molte ci hanno impressionati. Nessuno di noi, ad esempio, sarebbe disposto a tatuarsi le congiuntive, ma neanche le labbra o i denti, come si usa ultimamente in vari paesi. E proprio non riusciamo a farci piacere le scritte che portano sul viso diversi cantanti oppure quei piercing dilatatori che sfoggiano in tanti. Ma a che serve la moda? Sicuramente, poche persone traggono un vantaggio economico, alle spalle della maggioranza. E questa maggioranza? Ci viene da pensare che per gli adolescenti è normale seguire la moda come strumento per uniformarsi al gruppo a cui si vuole appartenere. Ma vediamo anche tanti adulti, senza grandi possibilità economiche, che spendono così tanti soldi per comprare l’ultimo «must» da indebitarsi. Diventa quasi irresistibile il richiamo dei personaggi famosi che pubblicizzano un prodotto e quello dei fashion blogger che propongono le nuove tendenze. Tutto sommato, ci piacerebbe poter prendere dalle sfilate solo quello che ci piace e ci sta bene, senza dover sacrificare la nostra personalità. Persino i bambini piccoli indossano vestiti e scarpe di moda, per l’orgoglio dei loro genitori. Così imparano da subito che possedere questi oggetti equivale a distinguersi dagli altri: ma non era proprio il contrario?

Classe 3C - Tutor: Marzia Buceti

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