Campionato di Giornalismo la Nazione

Suoni da toccare e vedere

SE PENSATE che la musica non si possa né toccare né vedere vi sbagliate di grosso. E’ questo che ha realizzato Francesco Pellegrino che da qualche settimana usufruisce della Residenza d’Artista al terzo piano della scuola Poliziano. L’arte contemporanea ha trovato casa in una scuola trasformandola in un atelier musicale. In una piccola vasca, costruita in proprio, l’artista ha mostrato come il suono possa presentarsi ai nostri occhi tramite le onde dell’acqua. Ma non si è limitato solo a questo, ha anche fatto vedere che, sfiorando l’acqua, si possono percepire le vibrazioni con le mani. Un intreccio di suoni gravi e acuti, prodotti non solo dal computer ma anche dal movimento delle dita sui tasti del suo sassofono. Quello che Francesco Pellegrino ha trasformato in una sorta di cassa acustica non era altro che un comune recipiente circolare del diametro di un metro, di legno rivestito in plastica. Attaccato alla vasca un amplificatore, a sua volta collegato a sensori in grado di riprodurre suoni. Benché la realizzazione del musicista non fosse molto complessa, ha stupito il modo in cui è stata utilizzata ed il fatto che fosse possibile udire i suoni e sopratutto vedere e toccare le vibrazioni dell’acqua:la musica, prima percepibile come suoni attraverso l’aria, è diventata improvvisamente concreta, reale e fisica. Sorpresa, curiosità e stupore sono state le reazioni suscitate dall’opera di Pellegrino. Un piacere per noi ragazzi, incuriositi dall’osservare come l’acqua reagisca ai suoni gravi o acuti e dal poter toccare le diverse onde prodotte. “Ognuno di noi si era fatto un’idea personale dell’artista, chi pensava ad un’esecuzione di brani di musica classica, chi si immaginava qualcosa che unisse musica e danza, chi credeva che avrebbe narrato qualcosa accompagnandosi con uno strumento. Certo è che nessuno di noi, neanche il più fantasioso degli alunni, si aspettava quello che ci ha accolto saliti ad uno dei piani superiori della nostra scuola”. Ad accogliere per presentare la sua opera, Francesco, musicistamultimediale che è riuscito ad unire in modo creativo e armonico musica e tecnologia per sollecitare tre dei nostri sensi. “D’altronde anche l’artista era quanto di più lontano dallo stereotipo che avevamo in testa: alto, capelli neri e ricci, orecchini ai lobi destro e sinistro, abbigliamento sportivo”. Ha spiegato in modo elementare cosa avesse realizzato, poi ha proposto di provare l’installazione. Con pacatezza ha risposto a domande e curiosità, mostrandosi coinvolto dai quesiti e dalle riflessioni quanto gli studenti da ciò che veniva loro presentato in modo così semplice.

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