Campionato di Giornalismo la Nazione

“L’Arno straripa a Firenze”

CIAO, siamo sempre noi, i ”filippini” della scuola “San Lorenzo Le rose” i più piccoli giornalisti di questa meravigliosa competizione. A scuola stiamo realizzando il progetto “i nonni raccontoni”, essi ci hanno narrato vicende che hanno messo in luce il cuore grande dei fiorentini, brontoloni, ipercritici ma solidali fra loro e soprattutto nei confronti dei più bisognosi, verso cui, durante l’alluvione del 1966, hanno innalzato ponti e non muri, come esorta a fare il nostro amato Papa Francesco. Andiamo per ordine: il 4 Novembre 1966, “L’Arno straripa a Firenze”: (questo il titolo de “La Nazione”), l’Arno birbone cominciò silenziosamente ma inesorabilmente a sciaguattare per tutte le vie del centro e della periferia. Ovunque si scorgevano materiali accatastati: auto e biciclette, cartelli stradali e insegne di negozi, letti e materassi, mobili e libri, diffondendo un forte odore di gasolio e di nafta. Il giorno successivo, il livello delle acque iniziò a diminuire. I nostri nonni increduli ed allibiti preso atto dei danni, non si persero d’animo e cominciarono, con secchi, pale e tanto altro, a ripulire le strade, le cantine e i luoghi d’arte. Da tutta Italia e dall’estero arrivò a Firenze un esercito di giovani di ogni nazionalità intenti a salvare, con il loro amore, la memoria storica e artistica della nostra città che noi fiorentini sentiamo la più bella del mondo. Quegli “angeli del fango” poco più grandi di noi, superarono ogni barriera linguistica, anagrafica, sociale e culturale. L’immagine simbolica di quell’evento è il grande crocifisso di Cimabue, conservato in Santa Croce, che perse il 70% della cromia originale. Quell’“apocalisse” devastò tutto ma non i fiorentini che con coraggio ed ironia, nello stile del nostro Stenterello, burlone ma saggio, ingegnoso e solidale, si rimboccarono le maniche e addirittura, sui bandoni di alcuni ristoranti del centro appesero dei cartelli: “Bagni di fango”, “Oggi umido”, “Baccalà bagnato”, “Chiuso per il nervoso”. E’ INUTILE che proseguiamo, la storia la conoscete meglio di noi, grazie ai numerosi articoli del giornale “La Nazione” di cui quest’anno si festeggiano i 160 anni dalla nascita e che, nel 2016, a 50 anni dall’ inondazione, ha dedicato una bellissima e interessantissima mostra con suggestive immagini fotografiche e riproduzioni delle prime pagine dell’epoca, testimoniando ancora una volta, la vicinanza, l’ impegno e la cura che solo un quotidiano dalle illustre origini risorgimentali, può offrire al suo territorio.

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