Campionato di Giornalismo la Nazione

Il ’68 raccontato da Paola Zannoner

PAOLA Zannoner è una delle maggiori scrittrici di narrativa per ragazzi di tutta Italia. Quest’anno abbiamo avuto l’opportunità di conoscerla grazie al progetto Prima Effe alla Libreria Feltrinelli di Firenze lo scorso 15 gennaio. Prima di arrivare lì con la nostra lista di domande, abbiamo letto il suo ultimo libro, Rolling Star, un romanzo di formazione, anche se lei lo considera un romanzo storico in quanto parla del 1968, un anno di rivoluzioni importanti per tutti i giovani dell’epoca. Perché ha deciso di ambientare Rolling Star nel 1968? Volevo raccontare un grande, fondamentale cambiamento nello scorso secolo e cioè quando è nata la nuova categoria dei giovanissimi. La nuova generazione nata dopo la seconda Guerra è diventata protagonista, portando mutamenti sociali come I viaggi per tutti, l’università democratica, la moda… Jeans, giubbotti e minigonne sono nati in quegli anni. Per la trama del libro si è ispirata a fatti reali o che a vissuto lei stessa? Tutti i personaggi del libro sono ispirati a persone che ho conosciuto e molti discorsi non li ho inventati ma li ho realmente sentiti. Perché ha scelto di scrivere questo libro? Per me scrivere un romanzo di formazione è sempre molto interessante, di solito cerco di raccontare storie contemporanee con l’obbiettivo di rivolgermi ai ragazzi di oggi. Questa idea però mi è stata offerta da una mia amica insegnante, che cercando romanzi per ragazzi sul ’68 come evento sociale non trovava niente di interessante. Ci ho pensato su, ho sognato Massimo e ho scritto la storia. Qual è il suo personaggio preferito? Non lo dovrei dire, perché come si fa a dire il personaggio preferito del proprio libro? Però credo sia Max, ispirato a un amico scomparso che ho sognato prima di iniziare a scrivere: Massimo. Mentre lavoravo alla storia mi veniva proprio in mente lui. Sapete, Massimo era più grande di me, e conosceva varie lingue. Dopo un viaggio in India, mi sembra nel 1979, aveva portato dei quadri di carta di riso molto grandi e me ne regalò uno, che ancora ho nel mio studio. Che rapporto ha con la musica degli anni Sessanta? Beh, vi sembrerà incredibile ma io ho sentito tutti i concerti più belli di artisti rock che hanno suonato in Italia, come il mitico concerto di Patti Smith a Firenze. Per lei che significa rivoluzione? Una parola bellissima e affascinante, che però ha portato anche tanti guasti come diceva il grande scrittore Amos Oz. Qual era il suo rapporto con la letteratura per ragazzi? Sono sempre stata interessata dalla letteratura per ragazzi. Dopo l’università ho iniziato a lavorare nella biblioteca per la documentazione pedagogica, qui a Firenze, e ho approfondito le mie conoscenze. Poi ho iniziato a scrivere ed è stato naturale dedicarmi alla letteratura per ragazzi.

Classe 3D

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