Campionato di Giornalismo la Nazione

“Diversità” senza violenza

E’ OPINIONE comune, oltre che dell’insegnamento scolastico, considerare la diversità come connotazione che rifiuta la violenza: è una condizione alla quale va riconosciuta la volontà di un modo di essere, nel costume comportamentale che fa appello alle parole e alla azione. Il richiamo alla coscienza di rifiutare la violenza è quanto fa appello all’interrogazione di se stessi, alla sfida di inseguire quei valori morali nel contesto sociale cui una persona vive. Una riflessione di fondo ci pone di fronte al problema della scelta tra la via della violenza e quella della non violenza, nella considerazione dei vantaggi e degli svantaggi che le due opinioni comportano. Da valutare è anche la via della indifferenza per la quale non si vogliono correre rischi al cuore dell’amor proprio. Al confine tra il razionale e l’irrazionale opera la scelta del violento che tende a superare gli ostacoli ad ogni costo e a spese degli altri. Senza sensibilità e rispetto per la vita dei cittadini, ciò che importa per il violento è produrre, dominare… Nascono i conflitti internazionali ed ogni forma di liberazione dallo status sociale determina il libero arbitrio, l’intimidazione, la guerra, il femminicidio. La vendetta non è una via che vale la pena di intraprendere: il palcoscenico della vita del non violento fa appello alla coscienza, in direttiva di alcuni valori da coltivare e realizzare quali la pace, l’armonia, la giustizia, il rispetto. L’esercizio continuo alla non violenza può aiutarci a superare la paura in presenza di un pericolo e a comportarci di conseguenza. Dal connubio tra intelletto e volontà emerge la considerazione di sentirsi autodeterminati, se questo serve a superare la paura, la solitudine per raggiungere la forza trasformatrice della non violenza e raggiungere l’equilibrio in ogni atto responsabile della persona. LA SCELTA della non violenza determina la non accettazione del compromesso. E’ dunque indispensabile che si abbia parte ad un giusto potere. Il potere in democrazia è molto diffuso: i luoghi di potere sono svariati (l’associazione, il Partito, il Comune, la Parrocchia…), ma ognuno di questi è la somma del potere dei singoli cittadini. Ogni cittadino ha il diritto di esprimersi, ma prima deve rendersi conto di avere questo diritto e deve farlo rispettare. Il non violento spesso ci è riuscito, e deve aiutare ogni altro cittadino a far si che esso divenga “un cittadino attivo” come è sancito nella nostra “mirabile” Costituzione.

Classe 2G

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